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Perché è importante evitare le perdite d'aria compressa in un'industria

Perché è importante evitare le perdite d'aria compressa in un'industria

Al fine di massimizzare i profitti è fondamentale ridurre i costi della produzione. Un modo per farlo è la ricerca e la riparazione di perdite di aria compressa, vuoto e gas. Questo tipo di perdite non sono da sottovalutare poiché possono influire fino al 40% sugli sprechi di elettricità. Ecco perché è così importante predisporre un’attenta programmazione e pianificazione per quanto riguarda il monitoraggio delle perdite d’aria compressa.

Le realtà che adottano questa scelta alzano l’asticella dell’affidabilità, aprendosi alla possibilità di ottenere dei risparmi sia in termini di riduzione degli stop alla produzione che di ottimizzazione nella gestione dell’energia.

Da una parte aumenta la qualità dei prodotti che potrebbero altrimenti risultare penalizzati da una mancanza di aria compressa, dall’altra migliora anche la velocità del ciclo produttivo. Optare per una pianificazione concreta delle attività per il monitoraggio di perdite d’aria compressa porta a un veloce ROI per quanto concerne l’intero spettro delle iniziative che puntano a migliorare il livello di affidabilità strutturale.


Questo lavoro è stato spesso tralasciato perché, fino a poco fa non era banale e richiedeva grande sforzo da parte dei manutentori, soprattutto la fase di individuazione delle perdite. Di recente, sono stati introdotti sul mercato strumenti con i quali è ora possibile effettuare questo tipo di controlli e quindi trovare istantaneamente le perdite, quantificarle e fornire un report dettagliato ai manutentori per le riparazioni ed alla direzione per la valutazione del risparmio.

Ci sono perdite di gas molto costosi che possono arrivare anche a 3.000€ al minuto. Infatti, non va considerato come spreco solo la perdita di per sé, va conteggiata anche l’energia elettrica utilizzata per produrre quel surplus di pressione, i costi del compressore e i relativi costi di manutenzione.


Aria compressa, risorsa versatile: come individuare le perdite

Quando parliamo di aria compressa facciamo riferimento a una risorsa estremamente versatile e per questo continuamente utilizzata nel settore industriale. L'aria compressa si può utilizzare in differenti ambiti sempre nel contesto dei processi produttivi. Può essere impiegata per azionare utensili come presse per stampi o sistemi di trasporto oppure cilindri idraulici nel contesto dell’automazione nei processi di fabbricazione. In più è possibile sfruttare l’aria compressa anche per quanto riguarda il corretto funzionamento dei freni pneumatici sia su treni che su flotte mobili.


Ma come fare allora per individuare ed eliminare le perdite d’aria compressa? Bisogna ricorrere a uno strumento molto sofisticato e preciso come una telecamera acustica industriale. Essa infatti consente, in maniera del tutto innovativa, di individuare problematiche come questa attraverso un’analisi del suono. E’ semplice da usare (esistono anche diversi webinar sulle telecamere acustiche industriali FLUKE ii9x0 che ne approfondiscono l’uso e il funzionamento) e consente di isolare la frequenza del suono delle perdite anche in contesti di produzione estremamente rumorosi.

Dall’analisi dei segnali percepiti viene generata una mappa del suono a colori: quest’ultima viene poi sovrapposta all’immagine reale in modo tale da agevolare l’individuazione del problema. Si riduce in questo modo il tempo necessario a rilevare le perdite - praticamente impossibili da localizzare in ambienti di produzione molto rumorosi aumentando così l’affidabilità delle linee produttive in pressione. Diventa quindi possibile ridurre i costi globali così come anche i consumi energetici.

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Pro e contro del noleggio computer PC

Le aziende hanno la necessità di utilizzare strumenti altamente tecnologici, in linea con il proprio lavoro e il proprio portafogli. In particolare nel caso dei computer, per evitare di rallentare il lavoro e di renderlo più difficoltoso ai collaboratori e dipendenti, è necessario fare uso di dispositivi al passo con i tempi, che siano prestanti e super efficienti.

Una simile condizione tuttavia, potrebbe richiedere un grosso dispendio di risorse economiche, soprattutto se occorre avere computer sempre aggiornati, sia per quanto riguarda l’aspetto hardware che software. Esiste per fortuna un’alternativa all’acquisto, che possa farti risparmiare tempo e denaro.

Si tratta del noleggio operativo.

A tal proposito, hai mai pensato di noleggiare i PC computer necessari per svolgere la tua attività nel migliore dei modi?

Per chi non lo sapesse, sono molte le situazioni in cui noleggiare un computer risulta essere più conveniente rispetto all'acquisto o al leasing.

Ha molti vantaggi da offrire ai clienti, per una gestione del lavoro efficiente, veloce e multifunzione.

Tutti i vantaggi del noleggio operativo PC

Rispolveriamo innanzitutto il concetto di noleggio operativo: si tratta di una formula che consente all’azienda di utilizzare dei beni (nel nostro caso computer, notebook, laptop, stampanti.tablet, smartphone, eccetera) all’interno dei propri uffici, senza doverci rimettere alcun investimento iniziale.

L’unico obbligo del cliente è pagare un canone periodico che può essere ad esempio mensile o trimestrale.

In questo modo puoi utilizzare i dispositivi informatici di cui necessiti senza investire somme esose iniziali e godendo di una garanzia a lungo termine.

Analizziamo ora più da vicino i vantaggi nei dettagli:

1. Investimento pari a zero

Con il noleggio di un computer, non dovrai investire somme esorbitanti di denaro per acquistare beni strumentali. Potrai impiegare la liquidità a tua disposizione per investire in operazioni più redditizie come il marketing, il magazzino prodotti, il personale etc.

2. Fiscalità agevolata

Lo sapevi che noleggiando il PC puoi beneficiare di uno sgravio in ambito fiscale? Lo stato ti dà infatti la possibilità di detrarre fino al 100% la rata del bene noleggiato.

Come si dice gergalmente, puoi scaricare le spese che affronti per il nolo dal pagamento delle tasse, andando così ad ammortizzare le uscite a lungo termine.

3. Garanzia sui prodotti presi a noleggio

Un altro vantaggio degno di menzione concerne la garanzia (in alcuni casi anche per tutta la durata del noleggio) offerta dall’azienda a cui ti affidi.

Qualunque cosa accada, è l’azienda che corre ai ripari, offrendoti assistenza, riparazione e sostituzione del (o dei) computer, in base alle tue esigenze.

In questo modo andrai anche a risparmiare sul costo delle eventuali riparazioni che avresti dovuto affrontare nel caso i computer fossero stati tuoi (come ben sai quando acquisti un bene, avrai diritto alla garanzia limitata ad 1 anno, o in alcuni casi 2 come per i consumatori finali, ma mai di più ).

Un notevole risparmio considerato che i altre circostanze, le spese sarebbero di gran lunga maggiori.

4. Intervento immediato in caso di problemi

Sai bene che quando compri un computer, se si rompe e lo porti in assistenza, sei costretto ad attendere diversi giorni prima di veder tornare il computer in azienda.

Oltretutto devi anche crearti il problema di sostituire il dispositivo portato in assistenza con un pc funzionante, per non impedire ai tuoi collaboratori di continuare a lavorare.

Ebbene questo problema non sussiste quando utilizzi dispositivi in noleggio.

Le aziende di nolo infatti, nel momento in cui vengono chiamate per ipotetici guasti o rotture, intervengono nel giro di massimo un paio di giorni lavorativi.

E qualora poi, la riparazione dovesse richiedere più tempo, molte aziende provvedono loro alla sostituzione immediata del prodotto potrai continuare a lavorare senza problemi.

5. Ipotesi di riscatto a fine noleggio

Qualche scettico pensa che la formula del noleggio PC sia per certi versi convenienti, ma per altri, no perché non si diventa mai proprietario del computer usato.

In vero, alcune aziende di nolo, propongono un contratto di noleggio Pc che permette al termine della sua durata, al cliente, di poter riscattare il dispositivo, dietro un irrisorio pagamento.

Se quindi il cliente si è trovato molto bene con quel PC e non è interessato ad usare un nuovo prodotto più moderno, ma desidera tenersi quello usato fino a scadenza di contratto, può riscattare il computer di suo interesse dietro piccolo pagamento (pari ad una X percentuale dell'importo del noleggio).

Quali sono gli svantaggi del noleggio operativo?

Può essere mai che il noleggio operativo non ha degli svantaggi?

Diciamo che questa formula presenta dei contro a seconda della tua attività, e di quelle che sono le tue necessità.

Se ad esempio lavori con il computer e necessiti di dispositivi aggiornati ogni tot mesi, il noleggio non fa al caso tuo perché ti vincola ad un determinato dispositivo per un periodo di tempo troppo lungo rispetto alle tue esigenze.

In tal caso sarebbe uno svantaggio per l’utilizzo che devi fare tu dei dispositivi informatici. C

osì come svantaggio diventa dal punto di economico se di contro, non hai bisogno di frequenti cambiamenti, ma ti occorre un pc, anche non troppo moderno, per funzionalità basiche.

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Quanto è importante l'elettronica nell'auto moderna

Le automobili moderne si distinguono da quelle di una volta perché hanno un apparato elettronico preponderante, ormai indispensabile nell’utilizzo su strada. Sensori, centraline, computer di bordo, indicatori e sistemi di diagnosi, sono tutti elementi caratteristici dell’elettronica a bordo.

Tutte queste componenti sono diventate una parte fondamentale della vettura: se un tempo c’era solo la parte meccanica che comportava interventi di riparazione più “alla vecchia maniera”, ovvero praticamente solo manuali da parte dei meccanici, ora tutti i vari componenti elettronici della macchina vengono gestiti con computer e software in automatico, al fine di ottimizzare prestazioni, consumi, efficienza, sicurezza e confort alla guida, e ridurre l’inquinamento.

Grazie all’elettronica sono state introdotte ulteriori funzioni all’interno della vettura che migliorano le performance della macchina e l’esperienza di guida del conducente.

Si pensi ad esempio ai sistemi di assistenza, pensati per prevenire gli errori del conducente (riducendo così il rischio di incidente), e rappresentati dai semplici sensori per la retromarcia, dal “park assist” per il parcheggio, dai sistemi di assistenza alla guida notturna.

O ancora per evitare incidenti causati dai colpi di sonno sono stati realizzati i dispositivi di controllo dei freni.

Un mercato in continua evoluzione

Quello automobilistico è un mercato in continua evoluzione, e la necessità di innovazione interessa anche l’elettronica.

Quest’ultima ha migliorato il rapporto macchina automobilista: da un lato il veicolo diventa sempre più smart proponendo servizi e optional all’avanguardia, dall’altro l’automobilista gestisce con più facilità, sicurezza e con un pizzico di divertimento la sua esperienza a bordo.

Negli ultimi anni, grazie al progresso nell’ambito microelettronico, si è avuto lo sviluppo del cosiddetto “infotainment digitale”, ovvero un meccanismo che pone al centro dell’attenzione software e hardware installati nell’auto. Sono stati in tal senso aggiunti all’interno dell’auto varie novità: il sistema di navigazione satellitare, il display sulla consolle, il lettore video, i diffusori audio, la connettività USB, Bluetooth, il wi-fi, i controlli vocali, e così via.

Connubio auto e smartphone

In questi anni siamo stati interessati dalla rapida diffusione degli smartphone.

Ebbene, grazie a questi nuovi dispositivi, molti contesti si sono dovuti adeguare alle nuove esigenze, e così anche le aziende di produzione auto hanno sfruttato a proprio vantaggio l’uso dello smartphone.

Si pensi infatti alla possibilità di collegare lo smartphone alla propria auto per usufruire di determinate funzioni e applicazioni. In questo modo è possibile interfacciarsi al 100% con il sistema infotainment di bordo.

Con la tecnologia smart è possibile seguire le indicazioni stradali, interagire con la propria auto usando lo smartphone, che a sua volta capta in tempo reale tutti i dati sul traffico stradale e condividerli con il sistema automotive. Non solo, lo smartphone ti avvisa per tempo se è necessario sostituire specifici componenti con ricambi auto originali e compatibili, grazie alla presenza di sensori affidabili e duraturi nel tempo.

Come si evolverà l’elettronica dell’auto moderna

Le novità non si arrestano certo qui. Nelle aziende automobilistiche ci sono delle sfide in erba che dovrebbero portare a nuove funzioni. Un piccolo accenno a queste intenzioni di progredire l’abbiamo già avuto di recente. Si pensi infatti alla guida senza conducente, in cui la tecnologia resta la regina assoluta.

Altro esempio potrebbe essere la possibilità di gestire la guida da remoto, attraverso sistemi CPU programmati (il che potrà tenere il conducente ben lontano dalle situazioni più pericolose su strada, riducendo il rischio di incidenti stradali).

Una seconda sfida del settore sta già dando i suoi frutti. Parliamo dell’automobile elettrica, capace di porre in essere tutte le tecniche di energia green pensate per ridurre al minimo le emissioni inquinanti nell’atmosfera.

La tecnologia di illuminazione

Non dimentichiamo che l’elettronica sta iniziando ad interessare anche la parte dell’illuminazione dell’auto. Sono state introdotte infatti nuove tecnologie Led, installate al posto delle lampadine tradizionali e che consentono un risparmio energetico e un maggiore comfort visivo per chi è alla guida.

L’evoluzione del meccanico verso la meccatronica

Se si è evoluta la figura dell’auto e sta cambiando il suo funzionamento, grazie all’elettronica, inevitabilmente anche la figura del meccanico ha subito la sua trasformazione in tal senso.

Oggi parliamo infatti di meccatronici, ovvero di figure professionali esperte e competenti, capaci di intervenire in caso di anomalie o guasti. In caso di guasti oggi si avranno interventi molto meno intuitivi e “artigianali” rispetto a un tempo, e che richiedono uno studio più approfondito.

Il meccanico diventato il meccatronico o elettromeccanico è un esperto anche di principi di elettronica ed elettrotecnica applicata, in aggiunta ovviamente alla meccanica tradizionale. Se è vero che dietro all’efficienza della macchina si nasconde un meccanismo elettronico complesso, è vero anche che chi si occupa della manutenzione o della riparazione, deve conoscere ogni piccola parte in maniera approfondita.

E va da sé che il buon funzionamento dei sistemi elettronici installati a bordo degli autoveicoli è indispensabile per garantire l’incolumità delle persone.

L’elettronica fa correre l’auto

L’automobile di un tempo non esiste più. E anche la velocità delle macchine è cambiata. L’elettronica è largamente utilizzata per il controllo del funzionamento dei vari organi meccanici, allo scopo di migliorarne le prestazioni. Grazie alle componenti moderne per il funzionamento dell’auto è possibile effettuare un controllo elettronico del motore, un controllo dei freni (Abs, Ebd, Esp) e un controllo di trazione. In questo modo si impedisce lo slittamento delle ruote in accelerazione, le sospensioni intelligenti e altre innovazioni un tempo impensabili. La macchina scorre più agevolmente in strada e questo rende anche maggiormente sicuro marciare a velocità più sostenuta.

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Come difendere impianti elettronici e PC dalle scariche dei fulmini

 

Il clima sta cambiando e assistiamo sempre più spesso a temporali ed acquazzoni che un tempo erano sporadici. Durante le intemperie, quello che maggiormente fa tremare è la formazione dei fulmini, che nella peggiore delle ipotesi possono scaricarsi sulle nostre abitazioni seguendo condutture o cavi metallici.

 

Qualora ciò avvenisse, viene messa a repentaglio sia la nostra sicurezza sia quella degli impianti elettrici e soprattutto elettronici che sono più sensibili agli sbalzi di tensione provocati dalla caduta di un fulmine. Addirittura può avvenire una fulminazione indiretta che può provocare problemi alle apparecchiature elettroniche. Se il fulmine cade nelle vicinanze di un apparecchio elettronico il campo magnetico da esso provocato indirettamente causa una sovratensione sui circuiti che possono bruciarsi all’istante per il passaggio della corrente elettrica.

 

Non ci resta quindi che prevenire i danni da fulminazione, attraverso l’uso di sistemi ad hoc, pensati proprio per salvaguardare noi e le apparecchiature elettroniche.

 

Sistema di messa a terra

Prima di capire come proteggere l’impianto elettrico interno della propria abitazione, dobbiamo assicurarci che l’edificio in cui viviamo abbia un sistema di messa a terra adeguato e aggiornato nel rispetto della normativa vigente.

In assenza di un simile impianto risulterebbe inutile effettuare qualunque intervento preventivo in casa, dal momento che la prima scarica di corrente causata dal fulmine avviene al di fuori dell’abitazione e che grazie alla messa a terra viene per così dire “accompagnata” verso le fondamenta del palazzo e quindi dispersa nel terreno senza provocare danni a cose e persone.

Protezione esterna ed interna

Per proteggere la propria casa dai fulmini ci vogliono due livelli di sicurezza, uno messo in atto all’esterno e uno all’interno dell’abitazione.

Per la difesa esterna, oltre ad avere un sistema di messa a terra, bisogna essere dotati di un parafulmine, anche detto dispositivo LPS esterno.

Si tratta di un semplice ma efficace strumento pensato per evitare che ci siano scariche elettriche dirette sugli edifici, disperdendo sulla superficie pavimentale l’accumulo elettrico. Il parafulmine solitamente è connesso al picchetto di terra mediante collegamento metallico continuo, una specie di autostrada che accompagna il fulmine fino nelle profondità del terreno.

Come vedremo anche più avanti, per la protezione interna bisogna installare nell’abitazione dei sistemi ad hoc che hanno il compito di proteggere l’impianto elettrico domestico, i cosiddetti SPD o Surge Protective Device, o in italiano i limitatori o scaricatore di sovratensione.

Per una protezione globale devono essere installati sia all’interno del quadro generale di distribuzione (scaricatori di grande potenza) sia essere posizionati in corrispondenza delle singole prese elettriche (scaricatori di fino, per proteggere le deboli circuiterie dei dispositivi elettronici).

Il caso specifico della protezione interna: scaricatori di sovratensione

Che cos’è lo scaricatore di sovratensione? Partiamo con il definirlo come un dispositivo da montare in un quadro elettrico nell’impianto interno domestico.

Lo sbalzo elettrico improvviso come sappiamo rischia di provocare un danno ad un PC, ad un elettrodomestico, provocare un corto circuito alle schede dei tablet, alla scheda madre del televisore.

Il flusso di energia deve mantenersi sempre nei livelli standard. Quando superati, si rischiano danni e si rischia la vita purtroppo, a causa della folgorazione se gli impianti domestici non sono ben isolati da un dispositivo salvavita (il classico differenziale). È proprio in questo caso che entra in gioco uno scaricatore di sovratensione. Il suo scopo è quello di proteggere l’impianto elettrico su cui viene alloggiato dal rischio di un accumulo eccessivo di corrente elettrica provocata dal forte sbalzo di tensione a sua volta causato da un fulmine.

È un’efficace protezione per l’impianto, dal momento che ti salvaguarda dal rischio di sovratensioni, picchi di elettricità e sbalzi improvvisi (e ovviamente non funziona solo in caso di fulmini ma anche in caso di guasto provocato dal gestore della linea elettrica).

Una qualunque tipologia di anomalia dell’energia elettrica della rete può provocare gravi danni ai dispositivi connessi alle prese.

Quando si verificano anomalie di corrente elettrica, lo scaricatore trasmette a terra l’energia in eccesso.

Uno scaricatore di sovratensione deve avere specifici requisiti, in base all’impianto che andrà a proteggere: tali caratteristiche sono previste dalle attuali norme in vigore.

 

Regolatore di tensione per gli impianti home theater

Nel caso in cui tu abbia un impianto home theater ti consigliamo di impiegare un regolare di tensione il cui scopo è quello di monitorare il voltaggio della corrente elettrica.

In questo modo si proteggerà tutto l’impianto e ogni dispositivo ad esso collegatodal rischio di eventuali aumenti di tensione.

Qualora in casa tu abbia anche degli elettrodomestici o delle apparecchiature che non vengono mai spente, ti suggeriamo anche l’utilizzo di un gruppo di continuità, un sistema che si collega tra la rete di alimentazione e i dispositivi di casa ed è alimentato con batterie di emergenza.

 

I salvavita

Sotto guida e consulto di un professionista, sarebbe necessario anche installare i differenziali salvavita a monte del tuo impianto elettrico (dovrebbe essere comunque obbligatorio CEI 64-08) per proteggere chiunque si avvicini a prese e dispositivi elettrici che possono essere raggiunti dal rischio di scarica.

Sono dispositivi questi che agiscono in automatico portando l’accumulo di corrente che si crea sul suolo anziché sulla persona, dando immediata percezione di dispersione di corrente elettrica.

I salvavita sono di fondamentale importanza considerato che a volte le intemperie rischiano di provocare un blackout nell’impianto elettrico di casa, la cui conseguenza è il corto circuito, in grado di provocare una dannosa trasmissione di energia elettrica o la sospensione temporanea dell’alimentazione.

Le interruzioni e i sovraccarichi di correnti possono causare anche danni agli elettrodomestici, costringendoti poi ad affrontare spese impreviste che vanno a gravare sul tuo bilancio economico mensile.

 

Cosa non fare in casa quando ci sono i temporali

Per quanto i dispositivi appena elencati siano sicuri, il consiglio è comunque quello di assumere tutte le precauzioni possibili installando oltre al differenziale anche scaricatori sia a monte del tuo impianto elettrico che a valle per ogni presa, soprattutto quelle a cui sono attaccati dispositivi elettronici come PC e notebook.

In ogni caso sarebbe opportuno evitare l’uso di apparecchi elettrici a diretto contatto con il corpo (phon, rasoio elettrico, ferro da stiro). Cerca di non fare il bagno in vasca o di fare la doccia, non toccare tubi, rubinetti, termosifoni ed altre strutture metalliche fisicamente collegate all'ambiente esterno.

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Come funziona un software di tombola o bingo online?

Cominciamo con il chiarire subito che stiamo parlando di un settore fortemente controllato e disciplinato da normative molto rigorose: stiamo parlando di giochi online con vincite in denaro, quindi non si scherza. In Italia, tutte le società di software di tombola o bingo online devono essere approvate da ADM, l’amministrazione delle dogane e monopoli di Stato che nel nostro Paese ha l’autorità di consentire o meno a queste società di operare nella più completa legalità.

Naturalmente, esistono anche degli operatori che NON potrebbero operare in Italia, perché dotati di licenze europee rilasciate da altri regolatori, ad esempio la Gambling Commission inglese. Altri siti di bingo, più spregiudicati, hanno licenza rilasciata da Alderney Gambling Control Commission (Channel Island of Alderney) o hanno la sede legale nell’Isola di Man, dove si ottengono molte facilitazioni fiscali.

Ma torniamo a noi, come funziona un software di bingo online? Tutti amiamo una bella partita a tombola, magari sotto le feste di Natale con tutta la famiglia riunita a casa della nonna. C’è anche chi si appassiona ai giochi online con vincite in denaro e preferisce farsi una partitina sul computer o in mobilità con il proprio smartphone o tablet: questi bisogni sono stati soddisfatti da giganti del settore come Playtech, Virtue Fusion e Cozy Games. Queste software house hanno fatto profitti colossali progettando e vendendo software di bingo online e non solo, anche slot machine, poker rooms e tutto il resto.

Sviluppare un software di bingo online

I software di bingo online girano su un tipo di interfaccia click and play. Un generatore di numeri casuali viene utilizzato per estrarre i numeri, o le "palline", come dicono gli appassionati. Molti software utilizzano cartelle 5x5 o più grandi, a seconda dell'obiettivo del gioco. In alcuni giochi di bingo online, vincere significa coprire uno schema predeterminato sulla cartella, non solo linee rette. Questo aggiunge divertimento e interesse visivo per i giocatori. Il bingo, tuttavia, non ha bisogno solo di estrazioni e cartelle per procurare divertimento, perché le versioni online di questo gioco sono solitamente più semplici da seguire e incoraggiano ancora più interazione tra i giocatori. Non è raro, dopo una vittoria, vedere i giocatori congratularsi a vicenda nella chat che la maggior parte dei siti online offre. Quindi, gli sviluppatori di software di bingo online devono pensare anche a questo, occorre predisporre un ambiente di interazione tra partecipanti.

A differenza del tradizionale bingo in casa o in sala, i giocatori online sono incoraggiati a chattare dai siti di bingo per garantire la permanenza e il ritorno dei giocatori. Gli sviluppatori di software di bingo online utilizzano diversi linguaggi di programmazione per il web design per garantire che tutto questo avvenga in velocità e senza intoppi tecnici. La fidelizzazione è importante anche online... con le chat bingo i giocatori hanno una sensazione di cameratismo e comunità in tutto il mondo, e questo è in realtà un vantaggio rispetto ai tradizionali giochi terrestri, in cui di solito è richiesta la tranquillità e solo le persone nelle immediate vicinanze possono raggiungere la sala da bingo per giocare.

Battere il software di bingo online, è possibile?

In ogni progetto di elettronica o software che abbia a che fare con i numeri, a un certo punto si finisce sempre a parlare di statistica, o di “big data”, per dirla in maniera più moderna. Un analista matematico, Joseph E. Granville, partendo dalle sue strategie di successo per i mercati azionari utilizzate da migliaia di persone, ha svolto una ricerca sistematica sul gioco del bingo: Granville era uno che amava fare le cose in grande, è andato così tanto avanti da convincersi di aver trovato il sistema infallibile per vincere al bingo o alla tombola. Con set di semplici istruzioni, passo-passo, questo studioso ha impostato delle procedure da seguire per trasformare automaticamente qualsiasi partita a bingo in favore del giocatore. Sembra impossibile? Se lo è, o non lo è, non saremo di certo noi a dirlo. Una cosa è certa: ai giorni nostri, quando anche le partite a tombola e bingo si sono spostate sul web, sono moltissimi i giocatori alla ricerca di strategie per battere i software di bingo online.

Purtroppo non a tutti è chiaro il significato della parola CASUALE: è questa la chiave per scoprire le probabilità che esistono di vincere il gioco del bingo o della tombola, che sia offline o online. Nel caso di quest’ultimo, le palline colorate, in corso di elaborazione dal software, spuntano fuori a caso. C’è qualcosa di più, dietro questo software e la generazione casuale dei numeri? Molto probabilmente, anzi sicuramente no.

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Come creare una app di scommesse e pronostici

Il business dei giochi con vincite in denaro è cambiato drasticamente negli ultimi 25 anni, a causa della cosiddetta rivoluzione digitale. Ai giorni nostri, per giocare sperando di vincere qualche spicciolo esistono molte soluzioni come i casinò online, i siti di bingo online e le app di scommesse e pronostici. Proprio di quest’ultima categoria vogliamo parlarvi in questo articolo, dove vi spiegheremo come creare una app di scommesse sportive.

Partiamo da un quadro generale per contestualizzare la situazione. Secondo l'ultimo rapporto rilasciato, l'industria del gioco d'azzardo nel mondo dovrebbe raggiungere circa 565 miliardi di dollari entro il 2022. Si tratta di un budget da capogiro.

Lo sviluppo di app per scommesse e pronostici può essere impegnativo e richiedere molto tempo. Gli ostacoli da superare prima di andare online sono molteplici e per qualcuno addirittura insormontabili. I motivi principali che fermano gli sviluppi dei progettisti software con in testa l’idea di sviluppare una app per scommettere sono rappresentati dall’obbligo di detenere una licenza per il gioco d'azzardo, ne serve una diversa per ogni paese del mondo in cui si intende operare. Ci sono poi le restrizioni degli app store, che bloccano alcuni temi “sensibili” incluso il gioco d’azzardo.

In questo articolo, tratteremo i temi collegati alle sfide poste dalla creazione di un'app per le scommesse e pronostici, vedremo anche quali sono le funzionalità di base che non possono mancare.

Come creare una app di scommesse e pronostici

Sul tema licenza non entreremo nel dettaglio, è meglio affidarsi agli esperti e d’altra parte siete su un sito di ingegneria elettronica che tratta di informatica e software, non siamo certamente uno studio legale e quindi non abbiamo titoli per dare consigli su questo. Ci limiteremo solo a dirvi che ottenere una licenza per un'attività di scommesse può essere piuttosto impegnativo e costare molto. In Italia l’autorità che rilascia queste licenze si chiama ADM (Amministrazione Dogane e Monopoli) e si trova a Roma. Per richiedere una licenza ADM occorre esaminare in anticipo tutte le regole e le restrizioni in vigore e far sì che gli sviluppatori dell’app di scommesse e pronostici seguano le relative linee guida specifiche. La licenza è obbligatoria quando si raccoglie denaro, dal momento in cui si raccolgono scommesse: i siti di recensioni siti di scommesse, comparazione e consigli non hanno bisogno di una licenza ADM.

Pubblicare l’app su Android Play Store e Apple App Store

Nel luglio 2017, Google ha annunciato che gli sviluppatori possono pubblicare app di gioco d'azzardo sul Play Market dedicato agli utilizzatori Android. Questa è già una buona notizia perché prima di quella data non era questo il caso. Tuttavia, esistono ancora normative rigide per impedire ai giovani utenti di scaricare app di questo tipo. Ad esempio, è necessario disporre di una licenza di gioco d'azzardo del paese di destinazione. Inoltre, il Play Market insiste sul fatto che gli editori dovrebbero rendere gratuite le loro app di scommesse.

Per pubblicare un’app di scommesse sull'App Store, occorre seguire le regole fornite da Apple. Sono abbastanza simili a quelli di Google. Ad esempio, qualsiasi app di scommesse dovrebbe essere collegata a un'azienda con una licenza e avere un cosiddetto geo-recinto.

Sviluppo design UI/UX

Molti degli interessati lettori di questo articolo si saranno già chiesti la fatidica domanda, ovvero come creare un'app di scommesse e pronostici che porti molti utenti? È necessario prestare attenzione al design UI/UX, che deve essere intuitivo e intuitivo.

Secondo le ultime tendenze, le applicazioni di scommesse dovrebbero avere un'interfaccia semplice, senza elementi inutili che possono distrarre gli utenti. Tuttavia, è comune integrare piccole animazioni. Ad esempio, non è sconsigliato aggiungere movimento o transizioni animate tra le schermate. Gli utenti sono creature visive, quindi occorre prestare attenzione al design per offrire valore agli utenti finali. È meglio collaborare con designer qualificati che possono creare un'interfaccia di qualità.

Tema collegato allo sviluppo dell’interfaccia è senz’altro la scelta di un valido pacchetto di hosting: anche il miglior progetto può essere rovinato da un hosting lento o non correttamente configurato.

Il team e le tecnologie

Chiudiamo questo focus sulla creazione di un’app di scommesse e pronostici valutando quali sono le necessità del team da allocare allo sviluppo e con quali tecnologie questo deve essere realizzato. Lo sviluppo di una app di scommesse richiede uno sforzo congiunto di vari specialisti. Ecco i membri del team (possono variare a seconda delle esigenze del progetto): business analyst, project manager, UI/UX designer, 1 o 2 sviluppatori iOS, 1 o 2 sviluppatori Android, sviluppatore back-end, responsabile QA.

Bene, cari amici, siamo arrivati in fondo a questo articolo dove abbiamo trattato i temi collegati alle sfide poste dalla creazione di un'app per le scommesse e pronostici, abbiamo visto anche quali sono le funzionalità di base che non possono mancare. Se decidete di cimentarvi in questa sfida, vi auguriamo tanta fortuna e buon lavoro.

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Redis: che cos’è e cosa sa garantire

Redis: che cos’è e cosa sa garantire

In ambito informatico può capitare di sentir parlare di Redis, il quale viene indicato come una soluzione particolarmente performante e d’avanguardia, ma di cosa si tratta?

Con ogni probabilità i professionisti del settore sanno già molto bene cosa sia Redis, tuttavia definirlo ed illustrarne i punti di forza può risultare difficile a chi non ha competenze specifiche e non sa cosa significhino le varie terminologie tecniche; cerchiamo dunque di presentare Redis in maniera semplice affinché qualsiasi lettore possa capire cosa sia.

La storia di Redis, una creazione tutta italiana

Prima di entrare nel dettaglio, un po’ di storia: Redis ha una storia piuttosto recente, essendo stato pubblicato in produzione per la prima volta nel 2009, e la sua nascita rappresenta peraltro un vanto “Made in Italy”.

Un ricercatore italiano, infatti, era intento a sviluppare un progetto finalizzato al reperimento di dati relativi agli accessi ai siti Internet in tempo reale, un obiettivo che non poteva essere raggiunto con un database tradizionale e che richiedeva appunto delle tecnologie innovative.

Fu proprio questa la “scintilla” che fece nascere Redis, il quale oggi è considerato un punto di riferimento imprescindibile per molti dei più importanti siti Internet del mondo.

Che cos’è Redis?

Redis è un database, ovvero un sistema di immagazzinamento di dati, dunque un elemento fondamentale per mettere online un qualsiasi sito Internet; mentre la grande maggioranza dei siti è munito di un database MySQL, questo è un database di tipo NoSQL.

I database MySQL memorizzano i dati su disco o su SSD, invece questo database di tipo NoSQL prevede un innovativo sistema di ricerca dati a dizionario che consente di bypassare la canonica ricerca del dato all’interno del disco; il nome Redis, difatti, nasce proprio dalla denominazione Remote Dictionary Server.

È utile sottolineare inoltre che Redis è un database di tipo open source, dunque è un software non protetto da copyright che, essendo liberamente modificabile, è soggetto a costanti migliorie che vengono scaricate in automatico.

Che cosa sa garantire questo innovativo database?

Il particolare funzionamento di Redis si traduce in delle performance eccezionali: grazie a questo database, infatti, un sito web riesce a garantire dei tempi di risposta davvero minimi, rendendolo così assolutamente eccellente da questo punto di vista.

È utile sottolineare, peraltro, che Redis è associabile a tutti i più diffusi CMS, acronimo con cui si indicano i Content Management System, ovvero appunto i sistemi di gestione dei contenuti.

Le opportunità di scelta a livello di CMS sono molteplici e il più diffuso in assoluto è WordPress, essendo un sistema molto intuitivo nel suo utilizzo e, allo stesso tempo, anche molto performante; se si vuol realizzare un sito web, dunque, procurarsi un hosting WordPress Redis come quello proposto da tophost.it significa garantirsi delle performance davvero estreme.

In quali casi è opportuno utilizzare Redis?

Far ricorso a Redis può dunque essere la soluzione ottimale per siti Internet che registrano dei volumi di traffico altissimi, o comunque che richiedono un’esperienza di navigazione ai massimi livelli possibili, non a caso Redis viene largamente utilizzato nei servizi di Home Banking, nei videogiochi, in siti Internet istituzionali, solo per fare alcuni esempi.

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Elettronica vintage: i 10 dispositivi cult anni '80 che hanno fatto la storia dell'elettronica

Elettronica vintage: i 10 dispositivi cult anni '80 che hanno fatto la storia dell'elettronica

I nostalgici degli anni ‘80 (e chi è arrivato purtroppo agli “anta”) ricordano bene gli oggetti e soprattutto i dispositivi elettronici che hanno fatto la storia di quel periodo.

Volendo fare un tuffo nel passato, ripescando dalla soffitta alcuni di questi oggetti che avrai usato almeno una volta nella vita, ti riportiamo di seguito un elenco con i congegni elettronici vintage, oggi oggetti cult degli anni ’80 che puoi trovare su eBay a prezzi spesso anche molto alti.

 

 1. I telefoni trasparenti

Le adolescenti soprattutto ricorderanno la ribalta dei primi telefoni fissi. Un modello particolare e dal design unico era il cosiddetto telefono trasparente.

In pratica era un normale telefono fisso la cui scocca era appunto trasparente e metteva in bella vista tutto il congegno elettronico con cavi, saldature e condensatori.

2. Il walkman

Gli amanti della musica hanno cominciato a regalarsi le emozioni delle cuffiette e delle canzoni “portatili” con il walkman.

Antenato di mp3, iPod, e musica da Spotify, il Walkman funzionava a batterie, e portava la slot per le musicassette (divise in lato A e lato B) che andavano poi riavvolte una volta finiti i nastri.

Oggi i millennials lo guarderanno sorridendo, pensando al fatto che già solo il cellulare ad uso personale fa tutto questo e di più.

Ma a suo tempo, il walkman ha rivoluzionato il concetto di musica in mobilità, permettendo ai giovani di godere del piacere delle canzoni ovunque si trovassero.

3. Il grillo parlante

In pochi lo ricorderanno, ma il Grillo Parlante (originalmente detto Speak and Spell) è stato il giocattolo che ha permesso a moltissimi bambini di imparare a leggere e a scrivere in età precoce.

Si trattava in pratica di un dispositivo elettronico che insegnava l’alfabeto con vari giochi, lo si trasportava ovunque, stimolando la curiosità dei più piccoli e facendo la felicità dei genitori che benedicevano quei soldi spesi per comprarlo.

 

4. Nintendo Nes

Sempre per i più piccoli a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90 arriva il Nintendo NES, una consolle che proponeva i migliori giochi dell’epoca come Super Mario, il primo The Legend of Zelda, Tetris e Donkey Kong, tutti videogames ancora super famosi e che restano iconici nel mondo dei videogiochi.

Oggi le console della Nintendo si sono evolute al passo coi tempi, ma quel primo dispositivo unico nel suo genere che ha fatto la storia dei videogiochi, rimane una pietra miliare del settore.

5. Il telefono Sip

Tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80 entrano nelle case degli italiani i primi telefoni della SIP.

Se hai qualche capello bianco ricorderai sicuramente quel modello grigio a casa della nonna, prodotto dalla Società Italiana per l’Esercizio Telefonico, poi diventata Telecom Italia intorno agli anni 90.

6. La polaroid

La macchina fotografica istantanea amata da tutti fu la Polaroid. Sebbene oggi ne esistano modelli moderni, quella diffusasi oltre 30 anni fa dava delle emozioni indescrivibili, che certamente non si possono paragonare ai selfie o alle foto che scattiamo adesso.

Bella o brutta che venisse, la foto veniva stampata al momento, così com’era.

Per cui anziché dare importanza all’estetica, la polaroid era più portatrice di sentimenti e di immortalare i momenti più belli trascorsi in compagnia.

7. Il game boy

Il Game Boy era sinonimo di garanzia video ludica per i bambini degli anni 80 e 90.

Per i giovani dell’epoca, rappresentò la vera e propria rivoluzione ludica in mobilità, grazie a quei moderni giochi elettronici, funzionanti attraverso una schedina che si inseriva nel dispositivo che lo si poteva portare con sé in tasca ovunque si andasse.

Tra quelli più famosi in assoluto, il Tetris fu uno dei giochi più giocati e amati (anche perché era regalato in abbinamento alla console).

Perché si diffuse rapidamente? Perché funzionando a batteria, potevi portarlo dappertutto, e giocare comodamente ovunque ti trovassi.

8. Il TACS

Se vogliamo parlare dei primi telefoni mobili, non possiamo non citare il TACS.

Acronimo di Total Access Communication System, si parla di un sistema di comunicazione ad accesso totale, ovviamente analogico, diventato il primo dispositivo di telefonia mobile.

In Italia ebbe molto successo, in quanto andò a sostituire progressivamente la precedente rete RTMS. È rimasto in voga per quasi un decennio, o almeno fino a quando non hanno cominciato a diffondersi i primi cellulari (tipo il nokia 3330).

9. La macchina da scrivere

Scrivere a macchina negli anni ‘80 non voleva dire usare il PC (non ancora diffuso).

All’epoca infatti, era ancora in voga la macchina da scrivere, formata da un ingranaggio tale che permetteva di imprimere sul foglio i caratteri.

Le pagine bianche venivano inserite in un rullo a mano, che nella fase di battitura si spostava verso destra e andava rimesso al suo posto ogni volta che il rigo terminava.

Se non hai mai scritto a macchina, conoscerai quantomeno le gomme da cancellare tipiche di quel dispositivo, tonde e molto dure.

10. Il cercapersone

Che dire poi del cercapersone. Stiamo parlando di un dispositivo che non permetteva di effettuare chiamate, bensì di inviare messaggi.

Il suo utilizzo è durato davvero pochi anni, dal momento che con la diffusione dei primi telefoni cellulari, non fu più necessario il suo utilizzo.

Tuttavia in quei pochi anni, il cercapersone divenne indispensabile soprattutto nel contesto lavorativo.

L’apparecchio funzionava attraverso l’uso del terminale mobile di un sistema wireless che a sua volta sfruttava il servizio di paging (il termine inglese per indicare il cercapersone è "pager" o "beeper").

Dalle nostre parti, il cercapersone fu distribuito sul mercato con il termine di Teledrin, che poi gergalmente è divenuto in poco temposinonimo stesso di "cercapersone".

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Software WMS, come funzionano? Pro e contro

Software WMS, come funzionano? Pro e contro

La digitalizzazione dei processi è un aspetto fondamentale per le aziende e, in questi ultimi anni, ha subito un’impennata improvvisa. In questo articolo analizziamo cos’è un WMS (Warehouse Management System), le sue funzioni specifiche e le modalità d’uso.

Tralasciando per un momento le necessità e le esigenze specifiche di ogni singola azienda, nei magazzini esistono delle fasi operative valide per tutte le imprese. Ebbene i programmi WMS svolgono le funzioni necessarie a supportare i processi in ogni magazzino, indipendentemente dall’ambito industriale in cui opera.

Cos’è un wms e come funziona?

I WMS vengono usati nei magazzini e hanno il compito di monitorare la movimentazione delle merci stoccate e la loro posizione, così da avere una panoramica chiara sulla giacenza e sulla disponibilità. In un magazzino manuale il software WMS supporta l’intera gestione operativa di tutti i flussi fisici, dal controllo della merce fino alla spedizione finale per i clienti.

Il sistema WMS deve interfacciarsi con l’ERP (Enterprise Resource Planning), che invece si occupa principalmente della parte amministrativa, contabile e fiscale relativa al magazzino. Il WMS deve interfacciarsi anche con altri software usati per i sistemi automatizzati di stoccaggio e di movimentazione presenti nel magazzino.

Il WMS si può acquistare presso aziende specializzate che offrono soluzioni hardware e software complete, oppure può essere realizzato internamente all’azienda. In questo secondo caso però si allungano i tempi ed è richiesta una maggiore specializzazione.

Fondamentalmente il WMS deve incorporare tutte le logiche del funzionamento del magazzino da supportare. Il primo step fondamentale è quindi effettuare un’azione di macroanalisi, che consente di individuare in un documento tutte le funzionalità del software richieste dall’utilizzatore finale. Utente e fornitore devono quindi lavorare fianco a fianco per personalizzare il software secondo le necessità dell’azienda, senza modificare le logiche del funzionamento.

Struttura del software e funzionalità principali

Da un punto di vista strutturale, il WMS presenta un’architettura software di tipo client-server. In pratica il server WMS è collegato ad un host e a degli access point presenti nel magazzino, per scambiare informazioni utili in tempo reale tramite dispositivi mobili. Questa soluzione, risultando estremamente versatile e personalizzabile, può adattarsi tranquillamente dalle grandi multinazionali fino alle PMI.

Le funzionalità possono quindi essere plasmate secondo le esigenze di ogni azienda, indipendentemente che sia grande o piccola o dall’ambito commerciale.

La prima funzionalità è la gestione della merce in entrata, che può essere catalogata e controllata più facilmente. Tutte le informazioni raccolte vengono confrontate con l’ordine ricevuto, per accertare che non ci siano errori. La fase operativa è gestita dal WMS che dialoga in modo efficiente con l’ERP, velocizzando i processi.

Il WMS supporta l’allocazione della merce, che va collocata in determinate posizioni nel magazzino a seconda della tipologia, delle dimensioni e delle caratteristiche. Utilizzando delle strategie pianificate, si preserva lo stato di conservazione di ogni prodotto.

Altra funzione importante del WMS è il controllo dello stock e la relativa gestione. Questo step contribuisce ad avere una panoramica generale sulle scorte e sulle giacenze, evitando problemi di obsolescenza, rotture di stock, scarsità o eccedenza di prodotti.

Infine il WMS si occupa della gestione delle merci in uscita e quindi dei processi di spedizione, che comprendono gli ordini inviati ai clienti, il trasferimento dei prodotti da un magazzino ad un altro o i resi ai fornitori. In questa fase risultano fondamentali operazioni come: picking, picking multi-ordine, uscita di contenitori completi, invio di automezzi e consolidamento degli ordini.

Vantaggi del WMS

Un’azienda che si dota di un software WMS può accedere ad una serie di benefici tangibili, a partire dall’ottimizzazione dei tempi relativi alla movimentazione delle merci. Ogni società può gestire la merce secondo la tecnica più indicata (FIFO, LIFO, FEFO ecc.) e naturalmente si riducono anche i tempi relativi all’evasione degli ordini.

Nei magazzini l’ottimizzazione degli spazi significa risparmio di tempo, riduzione dei costi e massimizzazione della produzione. Il WMS consente di razionalizzare gli spazi, poiché ogni prodotto può essere stoccato ovunque e facilmente individuato da qualsiasi operatore.

Ne consegue una riduzione dei supporti cartacei, a tutto beneficio degli operatori che possono lavorare in modo più efficiente e con meno stress. C’è la possibilità di consultare i dati di giacenza in tempo reale e di avere a disposizione statistiche aggiornate sulle effettive prestazioni del magazzino.

Infine si azzerano quasi del tutto gli errori di tipo manuale, poiché le operazioni vengono confermate tramite un sistema automatico, con una riduzione importante dei costi nascosti.

Svantaggi del WMS

Pur essendo pochi, è opportuno analizzare anche gli svantaggi legati al WMS. I costi di acquisto e le successive personalizzazioni sono abbastanza alti e possono rappresentare un ostacolo soprattutto per le piccole e medie imprese. I tempi di implementazione inoltre possono risultare piuttosto lunghi.

È innegabile che ci possa essere qualche difficoltà in fase di start-up, ma in tal caso è opportuno parlare più di investimento che di spesa. Ragionando sul medio-lungo periodo infatti l’investimento si trasformerà rapidamente in risparmio. È però importante affidarsi ad un’azienda esperta e capace di guidare all’installazione personalizzata del software con un elevato livello di precisione e professionalità.

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L’elettronica applicata alla strumentazione di controllo industriale

L’elettronica applicata alla strumentazione di controllo industriale

Il monitoraggio è un’attività di fondamentale importanza per tutti i processi industriali, che devono essere sottoposti a una supervisione costante: è indispensabile, infatti, un controllo effettuato senza soluzione di continuità per avere la certezza che tutti i parametri rispettino con la massima precisione i valori previsti. In caso contrario, il rischio è dietro l’angolo, e non si può escludere la possibilità che si verifichino dei malfunzionamenti o comunque dei guasti. Questo è il motivo per il quale non si può prescindere dall’applicazione dell’elettronica alla strumentazione di controllo industriale: è ciò che serve per tenere ogni parametro monitorato.

A che cosa serve la strumentazione di controllo elettronica

In qualunque impianto industriale la strumentazione elettronica consente di usufruire di misurazioni precise e, in più, di mantenere entro le soglie previste valori critici. Nel caso della pressione, per esempio, c’è bisogno dei regolatori di pressione elettropneumatici, dei dispositivi che permettono di abbassare la pressione di ingresso di un impianto, in modo che il suo valore sia conforme alla pressione di uscita che si auspica. La pressione, dunque, può essere mantenuta costante con il passare del tempo, a prescindere dal verificarsi di potenziali cambiamenti di input. In genere i regolatori elettropneumatici vengono collocati in una sala controllo di cui fanno parte anche altri dispositivi di strumentazione elettronica industriale.

Tutti i benefici offerti dalla strumentazione di controllo elettronica

I vari elementi che compongono la strumentazione di controllo permettono di monitorare, di regolare e di misurare le diverse fasi che formano il processo di produzione. Si tratta di un insieme di tecnologie e di dispositivi per mezzo del quale, tra l’altro, è possibile automatizzare i processi di produzione industriale, del tutto o almeno in parte. L’obiettivo da raggiungere è quello di fare in modo che i sistemi adottino parametri equivalenti a quelli ideali, così che gli impianti possano risultare efficienti e soprattutto operare in condizioni di massima sicurezza.

Quali valori vengono controllati

Sono molteplici i valori che possono essere sottoposti a un controllo costante nel tempo: a seconda delle esigenze, si tratta del pH, del peso, della portata, della temperatura e della pressione di un liquido o dell’aria. Quando si parla di strumentazione di controllo elettronica si fa riferimento a dispositivi che possono essere digitali o analogici, e che sono in grado di trasmettere segnali digitali o elettrici caratterizzati da un valore proporzionale al valore della grandezza di comando o di misura.

I vacuostati digitali e i pressostati

Si è visto che i regolatori elettropneumatici rappresentano un esempio di strumentazione di controllo; in genere essi vengono installati su macchine automatiche destinate alla produzione industriale che possono essere destinate a molteplici settori di applicazione. Ma ci sono anche altri dispositivi che vale la pena di menzionare, tra i quali i vacuostati digitali e i pressostati. Si tratta di sensori strutturati in modo da rilevare la pressione, per poi immettere un segnale analogico, in corrente o in tensione, o digitale nel sistema. Si hanno, così, dei valori di misurazione con pressioni negative o positive nei circuiti di vari gas e fluidi. Lo scopo è non solo quello di garantire i più elevati standard di sicurezza degli impianti, ma anche di risparmiare energia. I vacuostati digitali vengono adoperati per iniziare cicli di lavoro, per alimentare l’aria compressa per i generatori di vuoto e per monitorare la presa delle ventose degli impianti.

Gli ionizzatori

Il vasto assortimento di strumenti di controllo elettronici di cui ci può essere bisogno in uno stabilimento industriale include, poi, gli ionizzatori industriali, che sono destinati a rimuovere l’elettricità statica e a eliminare la polvere, in un processo analogo a quello degli ionizzatori domestici. Questi dispositivi producono degli ioni negativi che vanno a legarsi con le particelle che si trovano nell’aria: attraverso tale meccanismo l’elettricità statica può essere rimossa. Vi si ricorre nei processi di automazione che richiedono il trasporto di componenti sensibili, come avviene per lo stampaggio della plastica e per il packaging. Inoltre, gli ionizzatori servono a rimuovere dalle superfici depositi dannosi (polvere, ma non solo): il che è fondamentale nel caso di alimentatori automatici, di pellicole da imballaggio o di prodotti da stampo.

I flussostati

Quando si ha la necessità di misurare, in una macchina o in un impianto, il valore della portata di un fluido, non si può che fare riferimento a un flussostato. Questo strumento in realtà è in grado di svolgere una grande varietà di funzioni, per esempio eseguendo conteggi sulle misure in funzione di parametri stabiliti in precedenza, oppure facendo entrare in funzione una soglia di attivazione del flusso e una soglia di disattivazione. A seconda del modello che viene utilizzato, è possibile usufruire di funzioni di regolazione, di controllo e di monitoraggio, per esempio nel settore del packaging, in ambito cosmetico, nel comparto alimentare o in campo farmaceutico. Dipende anche se bisogna misurare acqua, aria o gas.

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