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Appunti di Elettronica 1 , Facolta di Ingegneria Elettronica

Elettronica

Come difendere impianti elettronici e PC dalle scariche dei fulmini

Come difendere impianti elettronici e PC dalle scariche dei fulmini

 

Il clima sta cambiando e assistiamo sempre più spesso a temporali ed acquazzoni che un tempo erano sporadici. Durante le intemperie, quello che maggiormente fa tremare è la formazione dei fulmini, che nella peggiore delle ipotesi possono scaricarsi sulle nostre abitazioni seguendo condutture o cavi metallici.

 

Qualora ciò avvenisse, viene messa a repentaglio sia la nostra sicurezza sia quella degli impianti elettrici e soprattutto elettronici che sono più sensibili agli sbalzi di tensione provocati dalla caduta di un fulmine. Addirittura può avvenire una fulminazione indiretta che può provocare problemi alle apparecchiature elettroniche. Se il fulmine cade nelle vicinanze di un apparecchio elettronico il campo magnetico da esso provocato indirettamente causa una sovratensione sui circuiti che possono bruciarsi all’istante per il passaggio della corrente elettrica.

 

Non ci resta quindi che prevenire i danni da fulminazione, attraverso l’uso di sistemi ad hoc, pensati proprio per salvaguardare noi e le apparecchiature elettroniche.

 

Sistema di messa a terra

Prima di capire come proteggere l’impianto elettrico interno della propria abitazione, dobbiamo assicurarci che l’edificio in cui viviamo abbia un sistema di messa a terra adeguato e aggiornato nel rispetto della normativa vigente.

In assenza di un simile impianto risulterebbe inutile effettuare qualunque intervento preventivo in casa, dal momento che la prima scarica di corrente causata dal fulmine avviene al di fuori dell’abitazione e che grazie alla messa a terra viene per così dire “accompagnata” verso le fondamenta del palazzo e quindi dispersa nel terreno senza provocare danni a cose e persone.

 

Protezione esterna ed interna

Per proteggere la propria casa dai fulmini ci vogliono due livelli di sicurezza, uno messo in atto all’esterno e uno all’interno dell’abitazione.

Per la difesa esterna, oltre ad avere un sistema di messa a terra, bisogna essere dotati di un parafulmine, anche detto dispositivo LPS esterno.

Si tratta di un semplice ma efficace strumento pensato per evitare che ci siano scariche elettriche dirette sugli edifici, disperdendo sulla superficie pavimentale l’accumulo elettrico. Il parafulmine solitamente è connesso al picchetto di terra mediante collegamento metallico continuo, una specie di autostrada che accompagna il fulmine fino nelle profondità del terreno.

Come vedremo anche più avanti, per la protezione interna bisogna installare nell’abitazione dei sistemi ad hoc che hanno il compito di proteggere l’impianto elettrico domestico, i cosiddetti SPD o Surge Protective Device, o in italiano i limitatori o scaricatore di sovratensione.

Per una protezione globale devono essere installati sia all’interno del quadro generale di distribuzione (scaricatori di grande potenza) sia essere posizionati in corrispondenza delle singole prese elettriche (scaricatori di fino, per proteggere le deboli circuiterie dei dispositivi elettronici).

 

Il caso specifico della protezione interna: scaricatori di sovratensione

Che cos’è lo scaricatore di sovratensione? Partiamo con il definirlo come un dispositivo da montare in un quadro elettrico nell’impianto interno domestico.

Lo sbalzo elettrico improvviso come sappiamo rischia di provocare un danno ad un PC, ad un elettrodomestico, provocare un corto circuito alle schede dei tablet, alla scheda madre del televisore.

Il flusso di energia deve mantenersi sempre nei livelli standard. Quando superati, si rischiano danni e si rischia la vita purtroppo, a causa della folgorazione se gli impianti domestici non sono ben isolati da un dispositivo salvavita (il classico differenziale). È proprio in questo caso che entra in gioco uno scaricatore di sovratensione. Il suo scopo è quello di proteggere l’impianto elettrico su cui viene alloggiato dal rischio di un accumulo eccessivo di corrente elettrica provocata dal forte sbalzo di tensione a sua volta causato da un fulmine.

È un’efficace protezione per l’impianto, dal momento che ti salvaguarda dal rischio di sovratensioni, picchi di elettricità e sbalzi improvvisi (e ovviamente non funziona solo in caso di fulmini ma anche in caso di guasto provocato dal gestore della linea elettrica).

Una qualunque tipologia di anomalia dell’energia elettrica della rete può provocare gravi danni ai dispositivi connessi alle prese.

Quando si verificano anomalie di corrente elettrica, lo scaricatore trasmette a terra l’energia in eccesso.

Uno scaricatore di sovratensione deve avere specifici requisiti, in base all’impianto che andrà a proteggere: tali caratteristiche sono previste dalle attuali norme in vigore.

 

Regolatore di tensione per gli impianti home theater

Nel caso in cui tu abbia un impianto home theater ti consigliamo di impiegare un regolare di tensione il cui scopo è quello di monitorare il voltaggio della corrente elettrica.

In questo modo si proteggerà tutto l’impianto e ogni dispositivo ad esso collegatodal rischio di eventuali aumenti di tensione.

Qualora in casa tu abbia anche degli elettrodomestici o delle apparecchiature che non vengono mai spente, ti suggeriamo anche l’utilizzo di un gruppo di continuità, un sistema che si collega tra la rete di alimentazione e i dispositivi di casa ed è alimentato con batterie di emergenza.

 

I salvavita

Sotto guida e consulto di un professionista, sarebbe necessario anche installare i differenziali salvavita a monte del tuo impianto elettrico (dovrebbe essere comunque obbligatorio CEI 64-08) per proteggere chiunque si avvicini a prese e dispositivi elettrici che possono essere raggiunti dal rischio di scarica.

Sono dispositivi questi che agiscono in automatico portando l’accumulo di corrente che si crea sul suolo anziché sulla persona, dando immediata percezione di dispersione di corrente elettrica.

I salvavita sono di fondamentale importanza considerato che a volte le intemperie rischiano di provocare un blackout nell’impianto elettrico di casa, la cui conseguenza è il corto circuito, in grado di provocare una dannosa trasmissione di energia elettrica o la sospensione temporanea dell’alimentazione.

Le interruzioni e i sovraccarichi di correnti possono causare anche danni agli elettrodomestici, costringendoti poi ad affrontare spese impreviste che vanno a gravare sul tuo bilancio economico mensile.

 

Cosa non fare in casa quando ci sono i temporali

Per quanto i dispositivi appena elencati siano sicuri, il consiglio è comunque quello di assumere tutte le precauzioni possibili installando oltre al differenziale anche scaricatori sia a monte del tuo impianto elettrico che a valle per ogni presa, soprattutto quelle a cui sono attaccati dispositivi elettronici come PC e notebook.

In ogni caso sarebbe opportuno evitare l’uso di apparecchi elettrici a diretto contatto con il corpo (phon, rasoio elettrico, ferro da stiro). Cerca di non fare il bagno in vasca o di fare la doccia, non toccare tubi, rubinetti, termosifoni ed altre strutture metalliche fisicamente collegate all'ambiente esterno.

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Elettronica vintage: i 10 dispositivi cult anni '80 che hanno fatto la storia dell'elettronica

Elettronica vintage: i 10 dispositivi cult anni '80 che hanno fatto la storia dell'elettronica

I nostalgici degli anni ‘80 (e chi è arrivato purtroppo agli “anta”) ricordano bene gli oggetti e soprattutto i dispositivi elettronici che hanno fatto la storia di quel periodo.

Volendo fare un tuffo nel passato, ripescando dalla soffitta alcuni di questi oggetti che avrai usato almeno una volta nella vita, ti riportiamo di seguito un elenco con i congegni elettronici vintage, oggi oggetti cult degli anni ’80 che puoi trovare su eBay a prezzi spesso anche molto alti.

 

 1. I telefoni trasparenti

Le adolescenti soprattutto ricorderanno la ribalta dei primi telefoni fissi. Un modello particolare e dal design unico era il cosiddetto telefono trasparente.

In pratica era un normale telefono fisso la cui scocca era appunto trasparente e metteva in bella vista tutto il congegno elettronico con cavi, saldature e condensatori.

2. Il walkman

Gli amanti della musica hanno cominciato a regalarsi le emozioni delle cuffiette e delle canzoni “portatili” con il walkman.

Antenato di mp3, iPod, e musica da Spotify, il Walkman funzionava a batterie, e portava la slot per le musicassette (divise in lato A e lato B) che andavano poi riavvolte una volta finiti i nastri.

Oggi i millennials lo guarderanno sorridendo, pensando al fatto che già solo il cellulare ad uso personale fa tutto questo e di più.

Ma a suo tempo, il walkman ha rivoluzionato il concetto di musica in mobilità, permettendo ai giovani di godere del piacere delle canzoni ovunque si trovassero.

3. Il grillo parlante

In pochi lo ricorderanno, ma il Grillo Parlante (originalmente detto Speak and Spell) è stato il giocattolo che ha permesso a moltissimi bambini di imparare a leggere e a scrivere in età precoce.

Si trattava in pratica di un dispositivo elettronico che insegnava l’alfabeto con vari giochi, lo si trasportava ovunque, stimolando la curiosità dei più piccoli e facendo la felicità dei genitori che benedicevano quei soldi spesi per comprarlo.

 

4. Nintendo Nes

Sempre per i più piccoli a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90 arriva il Nintendo NES, una consolle che proponeva i migliori giochi dell’epoca come Super Mario, il primo The Legend of Zelda, Tetris e Donkey Kong, tutti videogames ancora super famosi e che restano iconici nel mondo dei videogiochi.

Oggi le console della Nintendo si sono evolute al passo coi tempi, ma quel primo dispositivo unico nel suo genere che ha fatto la storia dei videogiochi, rimane una pietra miliare del settore.

5. Il telefono Sip

Tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80 entrano nelle case degli italiani i primi telefoni della SIP.

Se hai qualche capello bianco ricorderai sicuramente quel modello grigio a casa della nonna, prodotto dalla Società Italiana per l’Esercizio Telefonico, poi diventata Telecom Italia intorno agli anni 90.

6. La polaroid

La macchina fotografica istantanea amata da tutti fu la Polaroid. Sebbene oggi ne esistano modelli moderni, quella diffusasi oltre 30 anni fa dava delle emozioni indescrivibili, che certamente non si possono paragonare ai selfie o alle foto che scattiamo adesso.

Bella o brutta che venisse, la foto veniva stampata al momento, così com’era.

Per cui anziché dare importanza all’estetica, la polaroid era più portatrice di sentimenti e di immortalare i momenti più belli trascorsi in compagnia.

7. Il game boy

Il Game Boy era sinonimo di garanzia video ludica per i bambini degli anni 80 e 90.

Per i giovani dell’epoca, rappresentò la vera e propria rivoluzione ludica in mobilità, grazie a quei moderni giochi elettronici, funzionanti attraverso una schedina che si inseriva nel dispositivo che lo si poteva portare con sé in tasca ovunque si andasse.

Tra quelli più famosi in assoluto, il Tetris fu uno dei giochi più giocati e amati (anche perché era regalato in abbinamento alla console).

Perché si diffuse rapidamente? Perché funzionando a batteria, potevi portarlo dappertutto, e giocare comodamente ovunque ti trovassi.

8. Il TACS

Se vogliamo parlare dei primi telefoni mobili, non possiamo non citare il TACS.

Acronimo di Total Access Communication System, si parla di un sistema di comunicazione ad accesso totale, ovviamente analogico, diventato il primo dispositivo di telefonia mobile.

In Italia ebbe molto successo, in quanto andò a sostituire progressivamente la precedente rete RTMS. È rimasto in voga per quasi un decennio, o almeno fino a quando non hanno cominciato a diffondersi i primi cellulari (tipo il nokia 3330).

9. La macchina da scrivere

Scrivere a macchina negli anni ‘80 non voleva dire usare il PC (non ancora diffuso).

All’epoca infatti, era ancora in voga la macchina da scrivere, formata da un ingranaggio tale che permetteva di imprimere sul foglio i caratteri.

Le pagine bianche venivano inserite in un rullo a mano, che nella fase di battitura si spostava verso destra e andava rimesso al suo posto ogni volta che il rigo terminava.

Se non hai mai scritto a macchina, conoscerai quantomeno le gomme da cancellare tipiche di quel dispositivo, tonde e molto dure.

10. Il cercapersone

Che dire poi del cercapersone. Stiamo parlando di un dispositivo che non permetteva di effettuare chiamate, bensì di inviare messaggi.

Il suo utilizzo è durato davvero pochi anni, dal momento che con la diffusione dei primi telefoni cellulari, non fu più necessario il suo utilizzo.

Tuttavia in quei pochi anni, il cercapersone divenne indispensabile soprattutto nel contesto lavorativo.

L’apparecchio funzionava attraverso l’uso del terminale mobile di un sistema wireless che a sua volta sfruttava il servizio di paging (il termine inglese per indicare il cercapersone è "pager" o "beeper").

Dalle nostre parti, il cercapersone fu distribuito sul mercato con il termine di Teledrin, che poi gergalmente è divenuto in poco temposinonimo stesso di "cercapersone".

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L’elettronica applicata alla strumentazione di controllo industriale

L’elettronica applicata alla strumentazione di controllo industriale

Il monitoraggio è un’attività di fondamentale importanza per tutti i processi industriali, che devono essere sottoposti a una supervisione costante: è indispensabile, infatti, un controllo effettuato senza soluzione di continuità per avere la certezza che tutti i parametri rispettino con la massima precisione i valori previsti. In caso contrario, il rischio è dietro l’angolo, e non si può escludere la possibilità che si verifichino dei malfunzionamenti o comunque dei guasti. Questo è il motivo per il quale non si può prescindere dall’applicazione dell’elettronica alla strumentazione di controllo industriale: è ciò che serve per tenere ogni parametro monitorato.

A che cosa serve la strumentazione di controllo elettronica

In qualunque impianto industriale la strumentazione elettronica consente di usufruire di misurazioni precise e, in più, di mantenere entro le soglie previste valori critici. Nel caso della pressione, per esempio, c’è bisogno dei regolatori di pressione elettropneumatici, dei dispositivi che permettono di abbassare la pressione di ingresso di un impianto, in modo che il suo valore sia conforme alla pressione di uscita che si auspica. La pressione, dunque, può essere mantenuta costante con il passare del tempo, a prescindere dal verificarsi di potenziali cambiamenti di input. In genere i regolatori elettropneumatici vengono collocati in una sala controllo di cui fanno parte anche altri dispositivi di strumentazione elettronica industriale.

Tutti i benefici offerti dalla strumentazione di controllo elettronica

I vari elementi che compongono la strumentazione di controllo permettono di monitorare, di regolare e di misurare le diverse fasi che formano il processo di produzione. Si tratta di un insieme di tecnologie e di dispositivi per mezzo del quale, tra l’altro, è possibile automatizzare i processi di produzione industriale, del tutto o almeno in parte. L’obiettivo da raggiungere è quello di fare in modo che i sistemi adottino parametri equivalenti a quelli ideali, così che gli impianti possano risultare efficienti e soprattutto operare in condizioni di massima sicurezza.

Quali valori vengono controllati

Sono molteplici i valori che possono essere sottoposti a un controllo costante nel tempo: a seconda delle esigenze, si tratta del pH, del peso, della portata, della temperatura e della pressione di un liquido o dell’aria. Quando si parla di strumentazione di controllo elettronica si fa riferimento a dispositivi che possono essere digitali o analogici, e che sono in grado di trasmettere segnali digitali o elettrici caratterizzati da un valore proporzionale al valore della grandezza di comando o di misura.

I vacuostati digitali e i pressostati

Si è visto che i regolatori elettropneumatici rappresentano un esempio di strumentazione di controllo; in genere essi vengono installati su macchine automatiche destinate alla produzione industriale che possono essere destinate a molteplici settori di applicazione. Ma ci sono anche altri dispositivi che vale la pena di menzionare, tra i quali i vacuostati digitali e i pressostati. Si tratta di sensori strutturati in modo da rilevare la pressione, per poi immettere un segnale analogico, in corrente o in tensione, o digitale nel sistema. Si hanno, così, dei valori di misurazione con pressioni negative o positive nei circuiti di vari gas e fluidi. Lo scopo è non solo quello di garantire i più elevati standard di sicurezza degli impianti, ma anche di risparmiare energia. I vacuostati digitali vengono adoperati per iniziare cicli di lavoro, per alimentare l’aria compressa per i generatori di vuoto e per monitorare la presa delle ventose degli impianti.

Gli ionizzatori

Il vasto assortimento di strumenti di controllo elettronici di cui ci può essere bisogno in uno stabilimento industriale include, poi, gli ionizzatori industriali, che sono destinati a rimuovere l’elettricità statica e a eliminare la polvere, in un processo analogo a quello degli ionizzatori domestici. Questi dispositivi producono degli ioni negativi che vanno a legarsi con le particelle che si trovano nell’aria: attraverso tale meccanismo l’elettricità statica può essere rimossa. Vi si ricorre nei processi di automazione che richiedono il trasporto di componenti sensibili, come avviene per lo stampaggio della plastica e per il packaging. Inoltre, gli ionizzatori servono a rimuovere dalle superfici depositi dannosi (polvere, ma non solo): il che è fondamentale nel caso di alimentatori automatici, di pellicole da imballaggio o di prodotti da stampo.

I flussostati

Quando si ha la necessità di misurare, in una macchina o in un impianto, il valore della portata di un fluido, non si può che fare riferimento a un flussostato. Questo strumento in realtà è in grado di svolgere una grande varietà di funzioni, per esempio eseguendo conteggi sulle misure in funzione di parametri stabiliti in precedenza, oppure facendo entrare in funzione una soglia di attivazione del flusso e una soglia di disattivazione. A seconda del modello che viene utilizzato, è possibile usufruire di funzioni di regolazione, di controllo e di monitoraggio, per esempio nel settore del packaging, in ambito cosmetico, nel comparto alimentare o in campo farmaceutico. Dipende anche se bisogna misurare acqua, aria o gas.

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Cosa significa VPS e come funziona un Virtual Private Server. Vantaggi e svantaggi di un server virtuale

Cosa significa VPS e come funziona un Virtual Private Server. Vantaggi e svantaggi di un server virtuale

L'acronimo VPS (alias di Virtual Private Server) sta ad indicare una soluzione tecnologica oggi molto diffusa e impiegata soprattutto a livello aziendale per l’ottimizzazione delle funzionalità di un personal computer o di un server. Si tratta di un vero e proprio server con delle peculiarità uniche, come ad esempio il fatto di essere privato (per cui riservato al solo utente che lo attiva) e il fatto di essere virtuale.

Proprio l’essere virtuale rappresenta il fattore distintivo di un VPS, in quanto non c'è rapporto 1:1 tra VPS e server fisico, ci si basa soltanto su una simulazione dello stesso e delle sue risorse hardware. In sintesi l’impresa di hosting offre al cliente un vero e proprio server individuale unmanaged (quindi gestito al 100% dal cliente), ma virtuale. Il cliente gestirà pertanto solo una partizione dell’intero server fisico.

Come funziona il VPS? Quali i vantaggi e gli svantaggi nel suo utilizzo?

Abbiamo posto la domanda agli amici di Webhosting.it, gli esperti del settore.

Come funziona

In sostanza, il VPS può essere definito come uno strumento di condivisione di un server tra più computer indipendenti e un sistema di partizione. Un VPS si basa sull’utilizzo di un software di virtualizzazione che ripartisce lo spazio fisico disponibile e gli assegna parte delle risorse. Ne consegue che la banca dati di un sito che si appoggia su un VPS ha bisogno esclusivamente di alcune risorse garantite:

  • RAM
  • spazio su disco
  • larghezza di banda
  • CPU.

Nel VPS non esiste una condivisione di risorse con altri siti web. Questo permette agli utenti di tenere d’occhio ogni elemento poc’anzi citato e ogni funzionalità su esso caricate.
Un server virtuale VPS funziona al di là del sistema operativo che hai sul tuo PC, anche se di solito sarebbe preferibile optare per quelli più leggeri che non impegnano tutta la RAM.
Si può accedere al VPS tramite:

  • console
  • HTTP
  • SSH
  • FTP
  • telnet. 

Il riavvio può essere effettuato in maniera indipendente da ogni utente hostato su quel server. Questo funzionamento semplice, lineare ed anche economico (parlando di prezzi) ha permesso al VPS di diffondersi a macchia d’olio, anche grazie allo sviluppo dei software impiegati per il funzionamento dello stesso.

Il VPS richiede comunque una certa dimestichezza e non è certo consigliato a chi non ha mai fatto esperienza nel mondo degli hosting. Ne consegue che ci sono molti vantaggi di cui tenere conto quando si decide di appoggiarsi ad un server piuttosto che ad un altro, atteso che i VPS come prodotto dedicato rappresentano una soluzione più onerosa rispetto ad un semplice hosting condiviso, ma più economica rispetto ad un server fisico ad personam.

I vantaggi di utilizzare un Virtual Private Server o VPS

Non ci è voluto tanto per vedere i VPS decollare. Le aziende hanno deciso di convertirsi a questo servizio, a causa dei cambiamenti nelle tecnologie di virtualizzazione.
Questo progresso ha portato ad un mutamento delle necessità aziendali e ad un conseguente aumento della funzionalità e prestazioni dei VPS messi a servizio degli utenti.

Scegliendo un Virtual Private Server come hosting, potrai beneficiare di una serie di vantaggi:

  • ad esempio con un VPS avrai un servizio molto più stabile rispetto ad un servizio hosting medio basso;
  • al contempo potrai godere di un controllo maggiore di tutti gli aspetti concernenti il tuo sito (e non fa di certo la differenza se utilizzi Wordpress, Joomla o PrestaShop);
  • vedrai al contempo una progressiva ottimizzazione delle risorse con conseguente ambiente di lavoro più performante; 
  • I server VPS dimostrano anche una maggiore efficienza, dal punto di vista energetico in quanto si risparmia l’energia che dovrebbe alimentare altrimenti un ipotetico server fisico;
  • grazie poi alla facile scalabilità del server VPS, vedrai i tuoi siti aggiornarsi di continuo, miglioreranno da ogni punto di vista, ma soprattutto in termini di risposta, memoria velocità e spazio fisico;
  • la presenza di software web-based, quindi con interfaccia su browser, ne consentono una totale configurazione con l'ausilio di una connessione internet.

 

Gli Svantaggi dei Virtual Private Server o VPS

La scelta di un hosting per il proprio sito web è sempre un dilemma. Tra hosting condivisi, cloud, VPS e server dedicati, i fattori da considerare per una scelta giusta e confacente alle proprie esigenze, sono tantissimi.

Pur essendo molti, come abbiamo visto, i vantaggi di un VPS, non mancano di certo gli svantaggi del Virtual Private Server:

  • innanzitutto non possiamo non tener conto della componente tecnico/economica, trattandosi comunque di un servizio particolare che richiede quindi una spesa maggiore rispetto ad un comune hosting condiviso;
  • tieni conto poi che, se dovessi chiedere all’azienda fornitrice dei servizi di assistenza ulteriori rispetto a quelli forniti di default, il costo mensile per l’uso del VPS lieviterebbe ancora di più. Qualunque plus rispetto al pacchetto base richiede un maggiore costo, ma ne va sicuramente della tua sicurezza;
  • inoltre, anche se nella maggior parte dei casi un VPS offre un’elevata disponibilità, le risorse dei VPS non mostrano di essere così tanto performanti come ad esempio lo sono gli hosting dedicati;
  • e poi ancora circa le risorse, il traffico di rete ha un limite di funzionamento nel VPS visto che in genere si usano meno schede di rete rispetto alle VPS installate su una stessa macchin;
  • c’è da considerare il fatto che non potrai avere pieno controllo e piena amministrazione della macchina al 100% o perlomeno non come se gestissi totalmente il server fisico.
    Infine ricorda che per amministrare un VPS occorre avere un buon background nell’amministrazione di server oppure ricorrere a soluzioni di server managed.

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Appunti di Elettronica 1 : Sommario

Appunti del corso di Elettronica 1 , Facoltà di Ingegneria Elettronica :

 

1. Gli amplificatori: amplificatore di tensione, amplificatore di corrente, amplificatore di transresistenza, amplificatore di transconduttanza, amplificatori operazionali ideali, configurazione invertente e corto-circuito virtuale, derivatore, integratore, sommatore pesato, configurazione non invertente, amplificatore differenziale

2. Amplificatore operazionale reale, andamento di Av con la frequenza, struttura interna di un o.a. common mode reiection ratio CMRR, resistenze di ingresso e di uscita, tensione di offset e corrente di offset in ingresso

3. Il diodo, modelli del diodo, raddrizzatore ad una semionda, superdiodo, versione alternativa, misura di tensioni sinusoidali, raddrizzatore a doppia semionda, rivelatore di picco

4. BJT: modello statico di Ebers-Moll, regime normale diretto, saturazione, regime inverso, cut-off, caratteristiche grafiche, modelli equivalenti per piccoli segnali, bjt come amplificatore: emettitore comune, collettore comune, base comune

5. Polarizzazione dei bjt discreti, singola alimentazione, doppia alimentazione, significato grafico del punto di lavoro, polarizzazione nei circuiti integrati, specchio di corrente e generatori di corrente

6. Metal-oxide-silicon-field-effect-transistor, MOSFET: equazioni e modelli, polarizzazione dei FET e amplificatori monostadio: source comune, gate comune e drain comune

7. Amplificatori differenziali, coppia differenziale a bjt, analisi quantitativa per grandi segnali, comportamento lineare per piccoli segnali, resistenza di ingresso differenziale e guadagno differenziale, guadagno di modo comune ed effetti delle asimmetrie, amplificatore differenziale a carico attivo e a MOSFET

8. Amplificatori multistadio e controreazione, vantaggi della controreazione: stabilizzazione, aumento della banda, riduzione del rumore, aumento del range di linearità, retroazione serie-parallelo, retroazione serie-serie, retroazione parallelo-serie, retroazione parallelo-parallelo, calcolo del guadagno d'anello

9. Stadi di uscita negli amplificatori di potenza, stadio di uscita in classe A, in classe B, distorsione di crossover, amplificatori in classe AB, polarizzazione con diodi, circuito moltiplicatore della Vbe, dissipazione del calore nei bjt di potenza

10. Analisi in frequenza, risposta di un amplificatore, analisi in bassa frequenza, analisi in alta frequenza, metodo delle costanti di tempo

11. Comportamento in frequenza del source-comune, modello del bjt alle alte frequenze, analisi in frequenza dell'emettitore comune, analisi in frequenza del base comune, configurazione cascode, risposta del collettore comune, cascata di un collettore comune e di un emettitore comune, risposta del differenziale

12. Stabilità e criterio di Nyquist, effetto della controreazione sui poli di un amplificatore, compensazione in frequenza

13. Oscillatore armonico smorzato, oscillatore armonico smorzato con elemento attivo, oscillatori quasi-sinusoidali con schema a controreazione e metodo della funzione descrittiva, esempi di funzioni descrittive

14. Oscillatore a ponte di Wien, oscillatore a sfasamento, oscillatori sinusoidali con generatori di corrente: oscillatori di colpitts, oscillatori di rilassamento, classificazione dei Sistemi del I ordine

15. Multivibratore astabile con resistore anomalo, resistori S a componenti discreti, comparatori di tensione, multivibratore monostabile ed astabile con timer 555, trigger di Schmidt, multivibratore astabile con Trigger di Schmidt

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