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Informatica e programmazione

Informatica e programmazione

Informatica e programmazione (5)

Redis: che cos’è e cosa sa garantire

Redis: che cos’è e cosa sa garantire

In ambito informatico può capitare di sentir parlare di Redis, il quale viene indicato come una soluzione particolarmente performante e d’avanguardia, ma di cosa si tratta?

Con ogni probabilità i professionisti del settore sanno già molto bene cosa sia Redis, tuttavia definirlo ed illustrarne i punti di forza può risultare difficile a chi non ha competenze specifiche e non sa cosa significhino le varie terminologie tecniche; cerchiamo dunque di presentare Redis in maniera semplice affinché qualsiasi lettore possa capire cosa sia.

La storia di Redis, una creazione tutta italiana

Prima di entrare nel dettaglio, un po’ di storia: Redis ha una storia piuttosto recente, essendo stato pubblicato in produzione per la prima volta nel 2009, e la sua nascita rappresenta peraltro un vanto “Made in Italy”.

Un ricercatore italiano, infatti, era intento a sviluppare un progetto finalizzato al reperimento di dati relativi agli accessi ai siti Internet in tempo reale, un obiettivo che non poteva essere raggiunto con un database tradizionale e che richiedeva appunto delle tecnologie innovative.

Fu proprio questa la “scintilla” che fece nascere Redis, il quale oggi è considerato un punto di riferimento imprescindibile per molti dei più importanti siti Internet del mondo.

Che cos’è Redis?

Redis è un database, ovvero un sistema di immagazzinamento di dati, dunque un elemento fondamentale per mettere online un qualsiasi sito Internet; mentre la grande maggioranza dei siti è munito di un database MySQL, questo è un database di tipo NoSQL.

I database MySQL memorizzano i dati su disco o su SSD, invece questo database di tipo NoSQL prevede un innovativo sistema di ricerca dati a dizionario che consente di bypassare la canonica ricerca del dato all’interno del disco; il nome Redis, difatti, nasce proprio dalla denominazione Remote Dictionary Server.

È utile sottolineare inoltre che Redis è un database di tipo open source, dunque è un software non protetto da copyright che, essendo liberamente modificabile, è soggetto a costanti migliorie che vengono scaricate in automatico.

Che cosa sa garantire questo innovativo database?

Il particolare funzionamento di Redis si traduce in delle performance eccezionali: grazie a questo database, infatti, un sito web riesce a garantire dei tempi di risposta davvero minimi, rendendolo così assolutamente eccellente da questo punto di vista.

È utile sottolineare, peraltro, che Redis è associabile a tutti i più diffusi CMS, acronimo con cui si indicano i Content Management System, ovvero appunto i sistemi di gestione dei contenuti.

Le opportunità di scelta a livello di CMS sono molteplici e il più diffuso in assoluto è WordPress, essendo un sistema molto intuitivo nel suo utilizzo e, allo stesso tempo, anche molto performante; se si vuol realizzare un sito web, dunque, procurarsi un hosting WordPress Redis come quello proposto da tophost.it significa garantirsi delle performance davvero estreme.

In quali casi è opportuno utilizzare Redis?

Far ricorso a Redis può dunque essere la soluzione ottimale per siti Internet che registrano dei volumi di traffico altissimi, o comunque che richiedono un’esperienza di navigazione ai massimi livelli possibili, non a caso Redis viene largamente utilizzato nei servizi di Home Banking, nei videogiochi, in siti Internet istituzionali, solo per fare alcuni esempi.

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Software WMS, come funzionano? Pro e contro

Software WMS, come funzionano? Pro e contro

La digitalizzazione dei processi è un aspetto fondamentale per le aziende e, in questi ultimi anni, ha subito un’impennata improvvisa. In questo articolo analizziamo cos’è un WMS (Warehouse Management System), le sue funzioni specifiche e le modalità d’uso.

Tralasciando per un momento le necessità e le esigenze specifiche di ogni singola azienda, nei magazzini esistono delle fasi operative valide per tutte le imprese. Ebbene i programmi WMS svolgono le funzioni necessarie a supportare i processi in ogni magazzino, indipendentemente dall’ambito industriale in cui opera.

Cos’è un wms e come funziona?

I WMS vengono usati nei magazzini e hanno il compito di monitorare la movimentazione delle merci stoccate e la loro posizione, così da avere una panoramica chiara sulla giacenza e sulla disponibilità. In un magazzino manuale il software WMS supporta l’intera gestione operativa di tutti i flussi fisici, dal controllo della merce fino alla spedizione finale per i clienti.

Il sistema WMS deve interfacciarsi con l’ERP (Enterprise Resource Planning), che invece si occupa principalmente della parte amministrativa, contabile e fiscale relativa al magazzino. Il WMS deve interfacciarsi anche con altri software usati per i sistemi automatizzati di stoccaggio e di movimentazione presenti nel magazzino.

Il WMS si può acquistare presso aziende specializzate che offrono soluzioni hardware e software complete, oppure può essere realizzato internamente all’azienda. In questo secondo caso però si allungano i tempi ed è richiesta una maggiore specializzazione.

Fondamentalmente il WMS deve incorporare tutte le logiche del funzionamento del magazzino da supportare. Il primo step fondamentale è quindi effettuare un’azione di macroanalisi, che consente di individuare in un documento tutte le funzionalità del software richieste dall’utilizzatore finale. Utente e fornitore devono quindi lavorare fianco a fianco per personalizzare il software secondo le necessità dell’azienda, senza modificare le logiche del funzionamento.

Struttura del software e funzionalità principali

Da un punto di vista strutturale, il WMS presenta un’architettura software di tipo client-server. In pratica il server WMS è collegato ad un host e a degli access point presenti nel magazzino, per scambiare informazioni utili in tempo reale tramite dispositivi mobili. Questa soluzione, risultando estremamente versatile e personalizzabile, può adattarsi tranquillamente dalle grandi multinazionali fino alle PMI.

Le funzionalità possono quindi essere plasmate secondo le esigenze di ogni azienda, indipendentemente che sia grande o piccola o dall’ambito commerciale.

La prima funzionalità è la gestione della merce in entrata, che può essere catalogata e controllata più facilmente. Tutte le informazioni raccolte vengono confrontate con l’ordine ricevuto, per accertare che non ci siano errori. La fase operativa è gestita dal WMS che dialoga in modo efficiente con l’ERP, velocizzando i processi.

Il WMS supporta l’allocazione della merce, che va collocata in determinate posizioni nel magazzino a seconda della tipologia, delle dimensioni e delle caratteristiche. Utilizzando delle strategie pianificate, si preserva lo stato di conservazione di ogni prodotto.

Altra funzione importante del WMS è il controllo dello stock e la relativa gestione. Questo step contribuisce ad avere una panoramica generale sulle scorte e sulle giacenze, evitando problemi di obsolescenza, rotture di stock, scarsità o eccedenza di prodotti.

Infine il WMS si occupa della gestione delle merci in uscita e quindi dei processi di spedizione, che comprendono gli ordini inviati ai clienti, il trasferimento dei prodotti da un magazzino ad un altro o i resi ai fornitori. In questa fase risultano fondamentali operazioni come: picking, picking multi-ordine, uscita di contenitori completi, invio di automezzi e consolidamento degli ordini.

Vantaggi del WMS

Un’azienda che si dota di un software WMS può accedere ad una serie di benefici tangibili, a partire dall’ottimizzazione dei tempi relativi alla movimentazione delle merci. Ogni società può gestire la merce secondo la tecnica più indicata (FIFO, LIFO, FEFO ecc.) e naturalmente si riducono anche i tempi relativi all’evasione degli ordini.

Nei magazzini l’ottimizzazione degli spazi significa risparmio di tempo, riduzione dei costi e massimizzazione della produzione. Il WMS consente di razionalizzare gli spazi, poiché ogni prodotto può essere stoccato ovunque e facilmente individuato da qualsiasi operatore.

Ne consegue una riduzione dei supporti cartacei, a tutto beneficio degli operatori che possono lavorare in modo più efficiente e con meno stress. C’è la possibilità di consultare i dati di giacenza in tempo reale e di avere a disposizione statistiche aggiornate sulle effettive prestazioni del magazzino.

Infine si azzerano quasi del tutto gli errori di tipo manuale, poiché le operazioni vengono confermate tramite un sistema automatico, con una riduzione importante dei costi nascosti.

Svantaggi del WMS

Pur essendo pochi, è opportuno analizzare anche gli svantaggi legati al WMS. I costi di acquisto e le successive personalizzazioni sono abbastanza alti e possono rappresentare un ostacolo soprattutto per le piccole e medie imprese. I tempi di implementazione inoltre possono risultare piuttosto lunghi.

È innegabile che ci possa essere qualche difficoltà in fase di start-up, ma in tal caso è opportuno parlare più di investimento che di spesa. Ragionando sul medio-lungo periodo infatti l’investimento si trasformerà rapidamente in risparmio. È però importante affidarsi ad un’azienda esperta e capace di guidare all’installazione personalizzata del software con un elevato livello di precisione e professionalità.

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Programmazione in Python: come funziona e come imparare le basi

Programmazione in Python: come funziona e come imparare le basi

Uno dei settori professionali che si è maggiormente espanso negli ultimi anni è quello della programmazione informatica. La figura del programmatore, infatti, è tra le più richieste, in quanto rappresenta colui il quale è materialmente in grado di ‘costruire’ l’architettura di un sito web, utilizzando un apposito codice di programmazione.

La conoscenza dei diversi ‘linguaggi’ utilizzabili per la creazione di pagine e siti costituisce un requisito professionale fondamentale per chiunque intenda intraprendere la carriera da programmatore informatico; in particolare, è bene avere familiarità con uno dei linguaggi più utilizzati, il Python.

In questo articolo vedremo quali sono le sue caratteristiche fondamentali e come imparare i principi di base e le funzionalità.

Cos’è il linguaggio Python

Il Python è un linguaggio di programmazione sviluppato dall’olandese Guido Van Rossum; la prima versione risale al 1991 mentre le più recenti sono state rilasciate a cavallo tra il dicembre 2020 e il febbraio 2021.

Dal punto di vista strettamente tecnico, il Python viene definito come un linguaggio di “alto livello”; in parole povere, ciò vuol dire che il codice è caratterizzato da un elevato livello di astrazione ed è in grado di gestire tutti gli aspetti del programma.

Ciò nonostante, è piuttosto semplice da usare - è adatto anche a chi si approccia alla programmazione senza particolare esperienza - ed è molto versatile, in quanto può essere adoperato per sviluppare applicazioni, ma anche per eseguire test, calcoli ed implementare funzioni di scripting.

Tra le caratteristiche principali di Python figura la molteplicità del paradigma; il linguaggio, infatti, ne supporta diversi, dalla programmazione strutturata a quella ‘object oriented’ (funzionale alla definizione di oggetti software in grado di interagire reciprocamente).

Le principali caratteristiche

Il Python fa ricorso ad una sintassi semplice, facile sia da leggere che da scrivere, soprattutto grazie ad una minore presenza di costrutti sintattici che invece caratterizzano altri linguaggi, come ad esempio il C o il Pascal.

Altra prerogativa del Python è la versatilità, in quanto si tratta di un linguaggio multipiattaforma che gira su diversi sistemi operativi senza particolari problemi; nello specifico è compatibile con GNU/Linux, Windows, Unix e MacOS. In aggiunta, l’ampia dotazione di librerie e framework rende questo linguaggio facilmente sfruttabile in tanti ambiti differenti.

Una delle particolarità del Python è la cosiddetta indentazione, necessaria quando si scrive materialmente il codice di un programma. Rispetto ad altri linguaggi, infatti, ogni segmento non viene limitato da un comando (come ad esempio begin e and) né viene incluso tra due parentesi graffe (come prevede la prassi per C e Pearl).

I codici scritti con linguaggio Python prevedono che ogni sezione progressiva sia indentata, ossia presenti un rientro (composto da un certo numero di spazi) rispetto al margine sinistro, così da dividere più chiaramente le componenti del codice.

Come imparare a programmare in Python

Come già accennato, conoscere il linguaggio Python - tra i più sfruttati nell’ambito della programmazione informatica - è fondamentale per inserirsi in un settore in crescita ma molto competitivo come quello dei programmatori.

Per apprendere le caratteristiche e le funzionalità di questo linguaggio, si possono seguire diverse strade. La prima è quella di intraprendere un percorso di studi universitari, iscrivendosi ad una facoltà di informatica, facendo attenzione alla disponibilità di corsi specifici dedicati alla programmazione.

In alternativa, ci si può orientare verso appositi corsi per programmare in Python organizzati da enti specializzati come Puntonetformazione. Percorsi formativi di questo tipo sono accessibili anche a chi non ha alcuna nozione della programmazione informatica e prevedono una equilibrata integrazione tra parte teorica e pratica. È consigliabile, ad ogni modo, orientarsi verso corsi che assicurino un adeguato numero di ore di formazione e prevedano il rilascio di un attestato di certificazione autorevole e riconosciuto.

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Pacchetti hosting: le soluzioni ideali per chi non conosce i linguaggi di programmazione

Pacchetti hosting: le soluzioni ideali per chi non conosce i linguaggi di programmazione

Poche settimane fa abbiamo parlato, in quest’articolo, dei linguaggi di programmazione, i quali hanno un ruolo assai importante nella realizzazione di siti Internet e nel web design in generale.

Ma la conoscenza di questi linguaggi è indispensabile per poter realizzare un sito Internet?

Sicuramente chi ha dimestichezza con HTML e altri linguaggi ha modo di effettuare anche modifiche molto specifiche ai siti web e di effettuare svariate personalizzazioni grafiche di livello professionale, tuttavia è assolutamente possibile mettere online un sito web curandone i contenuti e scegliendo tra diversi layout strutturali.

Come si può creare e gestire un sito Internet senza conoscere i linguaggi di programmazione

In tale ottica giocano un ruolo fondamentale i cosiddetti CMS, Content Management System, delle piattaforme che consentono appunto di gestire i contenuti del sito, da intendersi sia come contenuti testuali che multimediali, in maniera agevole e senza dover metter mano alla struttura tecnica del sito web.

Nel momento in cui si realizza il sito web, quindi quando si acquista il classico pacchetto composto da dominio e hosting, il CMS di interesse deve essere installato; questa operazione non è oltremodo complicata, tuttavia chi non ha esperienza può avere qualche intoppo.

Oggi i webmaster che intendono gestire un sito Internet pur senza avere competenze in termini di programmazione possono bypassare agevolmente anche questo step, scopriamo come.

Come si può evitare di installare manualmente il CMS

Alcune società specializzate in servizi hosting offrono la possibilità di acquistare dei pacchetti che includono, oltre ad hosting e dominio, anche un CMS preinstallato, ciò significa che il sistema di gestione dei contenuti non deve essere installato manualmente. Anche in questi casi, è utile sottolinearlo, il CMS si aggiorna costantemente proprio come nelle versioni scaricate in modo manuale, di conseguenza non c’è alcuna differenza a livello di performance. Non c’è davvero alcun dubbio, dunque, sul fatto che il pacchetto “hosting + dominio” con CMS preinstallato sia la soluzione migliore per i webmaster meno esperti, o comunque per chi vuol gestire il proprio sito web in modo pratico ed efficiente.

A livello di costi, le differenze tra pacchetti tradizionali e quelli inclusivi di CMS preinstallato sono davvero esigue, e questa è un’ulteriore ragione per scegliere tale formula.

WordPress, il CMS più diffuso e più semplice da gestire

A questo punto è doveroso chiedersi quale sia il CMS più diffuso, e nel rispondere non c’è davvero alcun dubbio: WordPress.

WordPress è il CMS più diffuso a livello mondiale da ormai diversi anni, come confermato da diverse statistiche di livello internazionale, ciò indica in modo inequivocabile il fatto che può vantare molteplici punti di forza, su tutti la praticità di utilizzo e la possibilità di strutturare il sito in modo efficace e funzionale.

Gli esperti di Web Marketing, peraltro, sanno molto bene che i siti Internet realizzati in WordPress sono ottimali per ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca, un risultato che dipende da una molteplicità di fattori, ma che ha nell’installazione di un buon CMS una preziosa base.

Aziende specializzate in servizi hosting come Flamenetworks propongono, tra le varie proposte, anche dei pacchetti che includono oltre al dominio e al relativo hosting il CMS WordPress già installato, i cui aggiornamenti vengono scaricati tempestivamente in maniera automatica, senza l’esigenza di azioni manuali.

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I linguaggi di programmazione nel web design: quali sono i più utilizzati

I linguaggi di programmazione nel web design: quali sono i più utilizzati

Chi studia per diventare web designer si ritrova sulla scrivania manuali e guide pieni zeppi di diciture e linguaggi tecnici da memorizzare e soprattutto da imparare ad usare sul lavoro. Tra quelli fondamentali per il Web Design, ce ne sono tre che sono considerati la base della materia. Parliamo di HTML, CSS, Javascript.

Un bravo designer del web, che ha maturato la giusta esperienza e le giuste conoscenze del settore, soprattutto grazie ad un corso web designer di spessore, sa che la creazione di una pagina web necessita di cure particolari per rendere la grafica piacevole alla vista ed allo stesso tempo leggera da leggere e da “masticare” per tutti i motori di ricerca.

Questi linguaggi di programmazione che abbiamo appena citato in intro rendono più agevole e facile l’ottimizzazione del sito dal punto di vista grafico e non solo.

Il professionista lavora meticolosamente per aggiungere effetti, scorciatoie ed animazioni alle pagine del sito, rendendole adatte alla navigazione.

Quello che faremo qui di seguito è provare a spiegare l’importanza dei suddetti linguaggi di programmazione in ambito “web design”.

HTML: la base fondamentale delle pagine Web

Partiamo dall'analisi del primo linguaggio, considerato come l’asse portante di una pagina web.

Stiamo parlando dell'HTML che serve a creare la struttura di base delle pagine Web. L’acronimo sta per Hyper Text Markup Language, (tradotto come linguaggio di marcatura degli ipertesti).

Il riferimento è quindi palese ai Markup Tags, ovvero ai comandi che si utilizzano per l’impiego di questo linguaggio, e agli “ipertesti”, che invece rappresentano l’insieme dei documenti e dei media collegati tra loro tramite dei link.

L'HTML di oggi, come cioè lo concepiamo ora, non è come quello usato negli anni precedenti.

Nel corso del tempo la tecnologia si è evoluta, e le recenti versioni di HTML hanno progredito nelle loro funzionalità.

Tra le ultime versioni citiamo HTML5, che circa una decina di anni fa ha apportato modifiche ai Markup Tags rispetto al precedente HTML4, ormai obsoleto in quanto nato nel “lontano” 1999.

Il linguaggio HTML serve, detto in parole povere, ad inserire su un sito web testi, immagini, documenti, form di contatto, collegamenti. E’ quindi l’amalgama che mette insieme tramite codice tutti i pezzi che formano una pagina web e quindi un sito web.

Grazie all’HTML puoi altresì inserire mappe di Google, video di YouTube, form contact e molto altro.

È per questo che un web designer deve conoscere l'ABC del linguaggio HTML, e tutto per costruire la base del sito.

In seguito per favorirne un buon posizionamento in SERP dovremo svolgere accurato lavoro di SEO OnPage, utilizzando i Markup Tags in modo strategico.

Linguaggi XML e XHTML

Sempre facenti parte della famiglia del linguaggio di HTML, abbiamo i linguaggi XML e XHTML, rispettivamente eXtensible Markup Language ed eXtensible Hyper Text Markup Language.

Essi vengono invece impiegati per la creazione di Markup Tags personalizzati.

Da citare è anche l'HAML, che viene utilizzato per rendere più rapida la stesura del codice HTML attraverso dei programmi chiamati preprocessori.

CSS per modificare il sito e renderlo esteticamente piacevole

Con il CSS procedi allo step successivo, ovvero modifichi la grafica ed il template del sito e lo rendi piacevole alla vista oltre che funzionale alla navigazione.

CSS, acronimo di Cascading Style Sheet (il cui parallelo in italiano è foglio di stile a cascata) è un linguaggio grazie al quale si possono realizzare dei documenti.

All’interno di questi ultimi si possono poi elencare le caratteristiche estetiche delle pagine Web. Solo utilizzando un CSS è possibile realizzare un Responsive Design.

Più semplicemente i vari template si adattano ai display e dispositivi che si stanno utilizzando.

Se fino ad ora credevi che con il CSS si potesse unicamente modificare un colore, uno sfondo del sito o un carattere testuale, è giunto il momento di ricredersi. Grazie al più recente CSS3 è possibile definire animazioni, transizioni, sfumature, sfondi multipli, trasformazioni 2D e 3D.

Quando un Web Designer comincia ad impiegare questo linguaggio di programmazione, può sbizzarrire la sua fantasia, ogni immagine nella sua mente può prendere forma per rendere splendido in sito web, non solo agli occhi di chi glielo commissiona ma anche agli occhi dei potenziali Clienti.

Javascript: utilizzare le animazioni e gli effetti speciali

In ultimo c’è da considerare il linguaggio Javascript. Viene spontaneo chiedersi a cosa serve, considerato che ormai i linguaggi di programmazione sono in grado di far modificare un sito web da ogni punto di vista.

Con Javascript è amplificata la portata degli “effetti speciali” inseriti nel sito. Si tratta infatti di un linguaggio di scripting legato ad oggetti ed eventi. In questo modo è possibile rendere interattive le animazioni, o anche è possibile renderle attive in base a come si comportano gli utenti che navigano sul sito.

Se non hai capito come si impiega o come si applica Javascript ti portiamo un esempio.

Pensa a quei siti in cui scorrendo verso il basso con il cursore, il menu di navigazione rimane fermo in alto nella pagina. Si tratta di un effetto speciale che si può creare solo grazie a Javascript.

La stessa cosa vale per tutti quei siti in cui è possibile cliccare sui bottoni “Torna su” o “leggi tutto” presenti in quasi tutte le pagine Web, o quando si sfogliano le varie foto di Gallery e Slideshow.

Se con il CSS crei la base delle animazioni, con Javascript le rendi possibili, veritiere, utilizzabili e ottimizzate per la navigazione degli utenti da una pagina all’altra.

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