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Quali sono gli sbocchi professionali con la laurea telematica in Ingegneria

Quali son gli sbocchi professionali con la laurea telematica in Ingegneria 

Le Università telematiche negli ultimi anni hanno assistito (e continuano ad assistere) ad una crescita graduale ma costante. Probabilmente per tutti quei vantaggi che in molti riscontrano iscrivendosi in questa tipologia di università.

In questo breve articolo ci focalizzeremo su alcuni punti fondamentali e decisivi per la scelta di una facoltà telematica.

Vedremo:

  • - se la laurea in Ingegneria erogata da un istituto telematico è valida legalmente
  • - i vantaggi dello studiare a distanza attraverso una connessione internet-
  • - gli sbocchi professionali a cui un laureato in Ingegneria può aspirare.

Università telematiche: validità della laurea

Il titolo di laurea conseguito in una qualsiasi delle università telematica ha la stessa validità di quello erogato da atenei frontali.

Vediamone le ragioni.

Sono 11 le università riconosciute dal Miur (Ministero dell’istruzione, dell’Università e della ricerca) attraverso Decreto Ministeriale. Riconoscimento avvenuto dopo aver verificato l’adeguamento delle singole università ai criteri stabiliti dal Miur stesso, in relazione a qualità di formazione per lo studio e altri requisiti.

Il Miur si è avvalso e si avvale dell’Anvur, altro organo pubblico avente il compito di monitorare periodicamente le 11 università e segnalare eventuali criticità da risolvere.
Questi organi rendono il sistema delle università online garantito affinché chi studia possa avere una formazione equiparabile se non superiore alle università tradizionali.

La laurea erogata da un’università telematica quindi dà accesso a concorsi pubblici e privati ed è spendibile anche all’estero.

Motivi per scegliere una università online

I motivi sono davvero tanti. Da quando è cambiato il modo di cercare informazioni, non più su testi enciclopedici, ma direttamente sul web, anche studiare su piattaforme di e-learning attraverso video conferenze e materiale didattico scaricabile è diventato più comune.

Il materiale messo a disposizione su queste piattaforme in streaming o on-demand è disponibile quando lo studente vuole 24/24h, lo si può rivedere centinaia di volte, fermare un video, prendere appunti e poi continuare.

Queste piattaforme mettono a disposizione anche forum e chat di discussione perché gli studenti abbiano momenti di condivisione dove possono scambiarsi suggerimenti e consigli. Anche l’interazione con i docenti è ben strutturata.

Basta avere una buona connessione e, nel momento in cui si vuole e nel luogo in cui si è, si può accedere allo studio su queste piattaforme sia attraverso pc, ma anche dispositivi mobili.

Nessuna lunga trasferta dal luogo dove viviamo all’università né l’obbligo di doversi trasferire in un’altra città per frequentare l’università con tutte le spese (principalmente di affitto e vitto) che ne conseguono.

Molti di coloro che scelgono le università telematiche sono già occupati, hanno impegni professionali e in questo modo riescono a conciliare lo studio con il resto (la famiglia, il lavoro, etc)

L’offerta formativa delle università online offre diverse tipologie di laurea in Ingegneria, sia triennale che magistrale:

  • - Ingegneria Civile e Ambientale
  • - Ingegneria Industriale
  • - Ingegneria Informatica e dell’Automazione

Molte università telematiche offrono l’opportunità durante il percorso di studio di poter partecipare a tirocini curriculari e a progetti di Erasmus+, un progetto di mobilità dello studente all’estero utilizzabile sia per lo studio che per esperienze professionali.

Non solo studio quindi, ma anche pratica.

Laurearsi in Ingegneria: quali sono gli sbocchi occupazionali?

Ribadiamo, prima di addentrarci in merito all’argomento, che la laurea erogata da un istituto telematico non ha nessuna differenza in relazione alla sua validità legale rispetto a quello erogato da un ateneo frontale.

Quindi le opportunità di lavoro sono le stesse. Molto dipenderà dal mercato del lavoro: dalla domanda di ingegneri nel momento di conseguimento della laurea.

Anche il tipo di laurea scelto in Ingegneria offrirà sbocchi professionali diversi.

Ad esempio, una laurea in Ingegneria informatica o elettronica dà conoscenze base e/o specializzate sulla progettazione e gestione di sistemi elettronici che trovano la loro espressione nel campo delle telecomunicazioni, elaborazione delle informazioni, nei sistemi biomedicali, sistemi spaziali, sistemi per l’ambiente, sistemi per l’automazione e controllo industriale.

Da questo semplice elenco si può comprendere che la domanda di laureati in Ingegneria non è in esaurimento bensì in aumento con le nuove applicazioni della tecnologia come la domotica o l’Industria 4.0.

Una laurea invece in Ingegneria Civile e Ambientale darà competenze e conoscenze per la progettazione, realizzazione e gestione di opere e sistemi di rilievo, controllo dell’ambiente e del territorio. La gestione delle materie prime, dei rifiuti; la valutazione degli impatti ambientali nella realizzazione di opere e piani.

Clicca qui per conoscere alcuni degli sbocchi professionali con una laurea in ingegneria civile, oppure qui per gli sbocchi in ingegneria industriale.

Va detto, inoltre, che i corsi di studio pianificati da queste università telematiche sono solleciti nell’adeguarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro in modo da formare figure professionali quanto più rispondenti alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.

Come iscriversi alle Università telematiche

Erogando a distanza i contenuti didattici, ci si può iscrivere in ogni momento durante l’anno.

Non ci sono test d’ingresso per limitare gli iscritti ma solo test di orientamento con finalità di supporto allo studente.

Anche iscriversi è molto semplice e le procedure d’immatricolazione si svolgono, molto spesso, completamente online. Realizzare i propri sogni non è mai stato più semplice.

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Cosa significa VPS e come funziona un Virtual Private Server. Vantaggi e svantaggi di un server virtuale

Cosa significa VPS e come funziona un Virtual Private Server. Vantaggi e svantaggi di un server virtuale

L'acronimo VPS (alias di Virtual Private Server) sta ad indicare una soluzione tecnologica oggi molto diffusa e impiegata soprattutto a livello aziendale per l’ottimizzazione delle funzionalità di un personal computer o di un server. Si tratta di un vero e proprio server con delle peculiarità uniche, come ad esempio il fatto di essere privato (per cui riservato al solo utente che lo attiva) e il fatto di essere virtuale.

Proprio l’essere virtuale rappresenta il fattore distintivo di un VPS, in quanto non c'è rapporto 1:1 tra VPS e server fisico, ci si basa soltanto su una simulazione dello stesso e delle sue risorse hardware. In sintesi l’impresa di hosting offre al cliente un vero e proprio server individuale unmanaged (quindi gestito al 100% dal cliente), ma virtuale. Il cliente gestirà pertanto solo una partizione dell’intero server fisico.

Come funziona il VPS? Quali i vantaggi e gli svantaggi nel suo utilizzo?

Abbiamo posto la domanda agli amici di Webhosting.it, gli esperti del settore.

Come funziona

In sostanza, il VPS può essere definito come uno strumento di condivisione di un server tra più computer indipendenti e un sistema di partizione. Un VPS si basa sull’utilizzo di un software di virtualizzazione che ripartisce lo spazio fisico disponibile e gli assegna parte delle risorse. Ne consegue che la banca dati di un sito che si appoggia su un VPS ha bisogno esclusivamente di alcune risorse garantite:

  • RAM
  • spazio su disco
  • larghezza di banda
  • CPU.

Nel VPS non esiste una condivisione di risorse con altri siti web. Questo permette agli utenti di tenere d’occhio ogni elemento poc’anzi citato e ogni funzionalità su esso caricate.
Un server virtuale VPS funziona al di là del sistema operativo che hai sul tuo PC, anche se di solito sarebbe preferibile optare per quelli più leggeri che non impegnano tutta la RAM.
Si può accedere al VPS tramite:

  • console
  • HTTP
  • SSH
  • FTP
  • telnet. 

Il riavvio può essere effettuato in maniera indipendente da ogni utente hostato su quel server. Questo funzionamento semplice, lineare ed anche economico (parlando di prezzi) ha permesso al VPS di diffondersi a macchia d’olio, anche grazie allo sviluppo dei software impiegati per il funzionamento dello stesso.

Il VPS richiede comunque una certa dimestichezza e non è certo consigliato a chi non ha mai fatto esperienza nel mondo degli hosting. Ne consegue che ci sono molti vantaggi di cui tenere conto quando si decide di appoggiarsi ad un server piuttosto che ad un altro, atteso che i VPS come prodotto dedicato rappresentano una soluzione più onerosa rispetto ad un semplice hosting condiviso, ma più economica rispetto ad un server fisico ad personam.

I vantaggi di utilizzare un Virtual Private Server o VPS

Non ci è voluto tanto per vedere i VPS decollare. Le aziende hanno deciso di convertirsi a questo servizio, a causa dei cambiamenti nelle tecnologie di virtualizzazione.
Questo progresso ha portato ad un mutamento delle necessità aziendali e ad un conseguente aumento della funzionalità e prestazioni dei VPS messi a servizio degli utenti.

Scegliendo un Virtual Private Server come hosting, potrai beneficiare di una serie di vantaggi:

  • ad esempio con un VPS avrai un servizio molto più stabile rispetto ad un servizio hosting medio basso;
  • al contempo potrai godere di un controllo maggiore di tutti gli aspetti concernenti il tuo sito (e non fa di certo la differenza se utilizzi Wordpress, Joomla o PrestaShop);
  • vedrai al contempo una progressiva ottimizzazione delle risorse con conseguente ambiente di lavoro più performante; 
  • I server VPS dimostrano anche una maggiore efficienza, dal punto di vista energetico in quanto si risparmia l’energia che dovrebbe alimentare altrimenti un ipotetico server fisico;
  • grazie poi alla facile scalabilità del server VPS, vedrai i tuoi siti aggiornarsi di continuo, miglioreranno da ogni punto di vista, ma soprattutto in termini di risposta, memoria velocità e spazio fisico;
  • la presenza di software web-based, quindi con interfaccia su browser, ne consentono una totale configurazione con l'ausilio di una connessione internet.

 

Gli Svantaggi dei Virtual Private Server o VPS

La scelta di un hosting per il proprio sito web è sempre un dilemma. Tra hosting condivisi, cloud, VPS e server dedicati, i fattori da considerare per una scelta giusta e confacente alle proprie esigenze, sono tantissimi.

Pur essendo molti, come abbiamo visto, i vantaggi di un VPS, non mancano di certo gli svantaggi del Virtual Private Server:

  • innanzitutto non possiamo non tener conto della componente tecnico/economica, trattandosi comunque di un servizio particolare che richiede quindi una spesa maggiore rispetto ad un comune hosting condiviso;
  • tieni conto poi che, se dovessi chiedere all’azienda fornitrice dei servizi di assistenza ulteriori rispetto a quelli forniti di default, il costo mensile per l’uso del VPS lieviterebbe ancora di più. Qualunque plus rispetto al pacchetto base richiede un maggiore costo, ma ne va sicuramente della tua sicurezza;
  • inoltre, anche se nella maggior parte dei casi un VPS offre un’elevata disponibilità, le risorse dei VPS non mostrano di essere così tanto performanti come ad esempio lo sono gli hosting dedicati;
  • e poi ancora circa le risorse, il traffico di rete ha un limite di funzionamento nel VPS visto che in genere si usano meno schede di rete rispetto alle VPS installate su una stessa macchin;
  • c’è da considerare il fatto che non potrai avere pieno controllo e piena amministrazione della macchina al 100% o perlomeno non come se gestissi totalmente il server fisico.
    Infine ricorda che per amministrare un VPS occorre avere un buon background nell’amministrazione di server oppure ricorrere a soluzioni di server managed.

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Telecamere Wi-Fi. Cosa sono e come sceglierle

Cosa sono le telecamere IP e come scegliere una telecamera WI-FI

La sicurezza a casa non è mai troppa. Se quindi vuoi stare più tranquillo e tenere d’occhio il tuo appartamento anche quando sei in vacanza o a lavoro, devi propendere per l’acquisto di una telecamera di sorveglianza, non prima però di aver valutato tutti i requisiti che questo dispositivo deve avere per funzionare ad hoc.

Le telecamere possono essere sia via cavo che Wi-Fi. Se a casa hai una connessione internet, non ti resta che comprare una videocamera di sorveglianza IP.
Si tratta di una valida soluzione che ti permetterà di avere immagini di casa tua in tempo reale ovunque ti trovi, accedendo alle registrazioni da qualunque dispositivo collegato alla rete. Non è certo un caso quindi che la telecamera IP wireless sia stata realizzata appositamente con lo scopo di sorvegliare in modo costante un ambiente.

E infatti è più facile così tenere lontani dalle proprie mura domestiche i malintenzionati, garantendo così una maggiore sicurezza quando non si può vegliare di persona sul proprio nido. Per riuscire a selezionare la telecamera Wi-Fi più adatta alle tue esigenze, devi tener conto di alcune caratteristiche fondamentali. Anche perché, ormai si tratta di un dispositivo talmente comune, che in commercio ne trovi di tutte le salse. Prima quindi di sborsare cash, valuta se i requisiti che indicheremo più avanti sono validi per il modello che intendi comprare tu.

La qualità dell’immagine

La maggior parte dei modelli di telecamera Wi-Fi presente oggi sul mercato, ha la funzionalità di registrare le immagini di quanto avviene nel raggio di copertura dell’obiettivo.
Quello che però può essere carente in un modello a dispetto di un altro e viceversa, non è dunque la capacità di registrazione, ma la qualità con la quale quest’ultima viene posta in essere. Bisogna in parole povere capire se si possono ottenere dei filmati con una risoluzione più o meno elevata.

La risoluzione base minima ormai impiegata da quasi tutte le aziende produttrici è la classica 640x480 pixel. Con questa qualità si ottengono immagini buone, sufficientemente nitide, e che in termini di peso e grandezza non sono gravose. Tieni infatti presente che parliamo di una tipologia di telematica che funziona sfruttando la rete internet.

Più dunque opti per una telecamera impegnativa dal punto di vista risolutivo, e maggiore dovrà essere la velocità di connessione web con cui navighi.

Se infatti la velocità di rete dovesse essere inferiore rispetto alla necessità risolutiva del dispositivo, rischieresti di ottenere immagini scattose e poco nitide. Per quanto poc'anzi detto, la risoluzione 640x480 è considerata il giusto compromesso tra velocità di connessione standard e qualità visiva accettabile. Al di sotto di questi pixel comunque, rischi solo di ritrovarti davanti a device mediocri e qualitativamente scarsi. Inoltre se pensi di utilizzare un dispositivo mobile (tablet o smartphone) per tenere d’occhio la casa, 640x480 è perfetto perché è un valore risolutivo sopportabile dai display oggi in uso.

I formati delle immagini

Anche il formato attraverso cui le immagini e i filmati vengono catturati è importante ai fini dell’acquisto.

Quasi tutti i modelli in commercio sono in grado di registrare in differenti formati compressi, tra cui per esempio MPEG4 o H.264.

Per cui, prima di comprare la videocamera, sarà meglio che tu vada a verificare se il dispositivo con il quale intendi visualizzare le registrazioni sia compatibile con gli standard supportati dalla videocamera.

Il frame rate

Altro requisito tecnico fondamentale nelle migliori telecamere Wi-Fi e che non puoi in alcun modo trascurare è il frame rate. Altro non è che la frequenza di cattura di un filmato, o meglio un insieme di immagini “collegate” una all’altra.

Più è alto il livello del frame rate migliore sarà la fluidità di visione.

Il consiglio è quello quindi di scegliere dei modelli che siano in grado di registrare video ad almeno 60 frame per secondo.
Questo però ha un costo in più, per cui se vuoi spendere di meno e risparmiare, dovrai optate per modelli che effettuano una registrazione a 30 frame per secondo.

Prezzo e design

Se metti a confronto i costi dei vari modelli presenti in commercio (e anche online) è palese che ci sono non poche differenze.
Viene da sé quindi che una telecamera più economica abbia meno funzionalità e un livello maggiore di mediocrità nella registrazione dei video, rispetto a modelli più cari ma che vantano dalla loro parteuna serie di funzionalità aggiuntive che li rendono completi e versatili.
Quindi, se intendi spendere qualcosa in più, ti consigliamo di optare per modelli che abbiano dei sensori. In questo modo, potrai risparmiare spazio di archiviazione, in quanto la cellula che registra tende ad attivarsi solo in presenza di rumori e movimenti.
Ci sono altri modelli poi, che sono in grado di registrare su schede di memoria aggiuntive o che consentono di avere accesso a un database online nel quale sono archiviate le varie registrazioni.
Infine ricorda che se la telecamera da te acquistata deve essere installata in giardino o comunque in uno spazio esterno, non badare al design, ma opta per un modello la cui scocca sia resistente e non marcisca a contatto con pioggia e intemperie.

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La storia del World Wide Web e di internet


La storia del World Wide Web e di internet

Sarebbe davvero difficile ripercorrere in poche righe la strada che ha portato alla nascita del World Wide Web. Parliamo infatti di un’invenzione che oggi influenza il 99% della società, delle scelte personali, del modo di vivere e di relazionarsi di ognuno di noi. Data l’enorme importanza che internet ha assunto nel tempo per tutti noi, abbiamo pensato che potrebbe essere utile ricostruire sinteticamente la sua storia.

Abbiamo chiesto all’amico Cristhian Jordan, founder della Web Revolution Agency di Milano, di raccontarci questa meravigliosa galoppata di internet che anno dopo anno ha rivoluzionato la vita di tutti noi.

Prima però di passare alla storia vera e propria, è giusto fare un appunto circa la terminologia che usiamo nel fare comune.  Sebbene infatti le parole web ed internet vengano usate come sinonimi, il concetto di “web” (nato nel lontano 1989) riguardava più che altro un servizio che attraverso internet permetteva il trasferimento e la visualizzazione di dati sotto forma di ipertesto. Di converso, internet è una struttura tecnologica attraverso cui avviene il trasferimento di questi dati, mentre il web o world wide web è uno dei principali servizi di internet grazie al quale è possibile accedere facilmente e velocemente a infinite informazioni di ogni tipo a carattere amatoriale e professionale collegate da link.

Gli albori e i primi concetti

Concettualmente, si cominciò a parlare di internet nel lontano 1962. All’epoca, lo scienziato e psicologo Joseph Licklider teorizzò una rete che potesse mettere in collegamento tra loro i PC.

Circa tre anni dopo, da quell’idea ci fu un avanzamento tecnologico che portò alla nascita del packet switching, la tecnica di accesso multiplo che rende possibile il trasferimento dei dati. E così solo nel 1969, arrivò il primo collegamento tra due computer: uno situato alla Ucla (Università della California di Los Angeles) e l’altro allo Stanford Research Institute.
È da questi primi tentativi che poi si diramerà la rete globale come la concepiamo oggi. Nello stesso anno, e nel giro poi di 12 mesi, i computer collegati tra loro a distanza diventano 23, e poi ancora 60 agli inizi degli anni ‘70.
Frattanto, l’agenzia della difesa statunitense sognava di poter creare un esercito collegato in rete che avrebbe potuto sfruttare il suo potere informatico per sconfiggere l’Unione Sovietica e i suoi alleati. Fu così che ingegneri ed esperti furono impegnati alla realizzazione di internet in grande scala.

La rete wireless e la connessione dei network

Per riuscire a mettere in collegamento in rete l’esercito, ci volevano sostanzialmente due passi in avanti. In primis la creazione di una rete wireless, che diramasse i dati via satellite e via radio. In secondo luogo c’era bisogno di collegare il network wireless direttamente all’Arpanet, in modo che il sistema potesse tornare utile anche ai soldati in battaglia. Il collegamento di diversi network era ciò che gli scienziati informatici chiamavano internet working. Così, nel 1974 Vint Cerf e Robert Kahn, crearono “un sistema semplice ma molto flessibile”: il protocollo di controllo trasmissione (TCP), che quattro anni dopo si trasforma nel TCP/IP ed è ancora oggi lo strumento su cui si fonda il funzionamento di internet.

Nasce il word wide web

A questo punto, l’infrastruttura di base è completa.
E infatti dopo mesi di lavoro, lo scienziato del Cern di Ginevra, il britannico Tim Berners-Lee, crea il protocollo di trasferimento ipertestuale (in inglese http). Si tratta di un sistema di documenti collegati tra loro e la cui trasmissione si fonda sui link, utilizzabili per passare da un pc all’altro.
La visualizzazione dei dati ipertestuali sarebbe stata esperita attraverso un’applicazione browser, funzionante su un computer attraverso un apposito software.
Bastano tre anni a Lee per creare le basi del web: l’html (il linguaggio per la formattazione e l’impaginazione di documenti ipertestuali), la Url (l’indirizzo unico che consente l'identificazione di ogni risorsa presente in rete) e, il protocollo http per il recupero di tutte le risorse linkate.

Ufficialmente il 6 agosto 1991 nasce il word wide web, mettendo online il primo sito internet della storia (progettato da Lee).

Aveva una grafica semplice e forniva informazioni tecniche ma dettagliate sul funzionamento dello stesso web. Il problema di fondo era che sebbene avessero creato uno strumento di condivisione globale, in pochissimi possedevano i mezzi per la navigazione.
Bisogna dunque aspettare il 1993 per vedere la diffusione dei pc e del word wide web fuori da stazioni di ricerca o militari. Questa diffusione coincide con la nascita del browser Mosaic, il primo in assoluto a permettere di visualizzare anche le immagini e ad utilizzare i moderni strumenti di ricerca come la barra degli indirizzi, i pulsanti di avanti, indietro, l’aggiornamento della pagina e così via.

La nascita di Google

Dopo un anno, nel 1994, Berners-Lee fonda il World wide web Consortium (W3C) al fine di poter creare degli standard che assicurino che tutti i siti del nascente web possano entrare in rete secondo gli stessi principi di compatibilità.
Il web, tuttavia, per avere successo, deve essere accessibile a tutti e completamente gratuito. Lentamente prende quota l’universo digitale, fatto di informazioni libere aperte e spesso un po’ caotiche.

Come mettere ordine in questa confusione informativa?

Ecco quindi che iniziano a nascere i primi motori di ricerca. Nel 1994 nasce Yahoo, e solo nel 1997 viene lanciato Google. Quest’ultimo si distingueva per essere un motore di ricerca in grado di consentire il reperimento delle informazioni sul web attraverso parole chiave e gerarchizzando i contenuti.
Inoltre i risultati in serp per la prima volta erano organizzati in base al trust di una pagina web, ovvero più volte una pagina veniva citata e linkata e più saliva nella serp di Google.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma quella che è stata un’idea travagliata e lentamente partorita oltre 40 anni fa, ha permesso alla società di diventare ciò che è oggi: digitalmente dipendente.

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Controllo PID: analisi di un controllore PID commerciale. Il Regolatore PID a 2 canali PCE-RE110P

In due precedenti articoli sul tema dei controllori PID abbiamo parlato rispettivamente di

1) come funziona un regolatore ad azione proporzionale-integrale-derivativa e della matematica che ne costituisce la teoria di funzionamento ;

2) perché questi regolatori industriali abbiano trovato una grande diffusione, ovvero la semplicità di taratura e funzionamento e la loro grande diffusione. Questa grande diffusione ha, a sua volta, fatto scendere il costo grazie all'economia di scala, rispetto a controllori appositamente costruiti sul processo, e ha anche fatto si che un largo numero di tecnici sia in grado di utilizzarli ed effettuarne la taratura , richiedendo un livello di specializzazione inferiore rispetto alla progettazione di sistemi di controllo dedicato.

In questo articolo toccheremo con mano come è fatto un regolatore PID di quelli che si possono trovare in commercio, prendendo come esempio il Regolatore PID PCE-RE110P a 2 canali .

Prima un breve riassunto delle puntate precedenti : questi regolatori devono il loro nome all’acronimo che deriva dalle leggi di controllo che utilizzano, cioè azione Proporzionale, azione Integrale, azione Derivativa. Il PID infatti utilizza queste azioni per il suo funzionamento e regola l'uscita in base a:

  • il valore del segnale di errore (azione proporzionale);
  • i valori passati del segnale di errore (azione integrale);
  • quanto velocemente il segnale di errore varia (azione derivativa).

Il regolatore PID quindi acquisisce in ingresso un valore da un processo e lo confronta con un valore di riferimento. La differenza, e cioè il cosiddetto segnale di errore, viene quindi usata per determinare il valore della variabile di uscita del controllore, che è la variabile manipolabile del processo. Possono essere applicati ai più svariati ambiti, dal controllo di una portata di un fluido alla regolazione della temperatura, dalla movimentazione di un braccio robotico al controllo di un freno per i banchi prova motori.  Questi dispositivi infatti, per mezzo di dispositivi di correzione (manopole o software di ausilio), permettono di regolare i parametri del sistema di controllo entro certi limiti. Per questo motivo la funzione di controllo esercitata dai PID risulta di fondamentale importanza (per esempio negli impianti chimici e petrolchimici), sia per i costi bassi di implementazione ma anche perché permette di unificare i meccanismi di controllo dell’impianto.

Analizziamo in questa sede in regolatore PID prodotto e commercializzato da PCE Instruments. Si tratta del Regolatore PID a 2 canali PCE-RE110P. Questo regolatore PID viene utilizzato principalmente per la regolazione della temperatura e dei processi. I vari collegamenti di ingresso e uscita incorporati nel regolatore PID consentono infatti di usare questo dispositivo in modo versatile. Vediamone di cosa dispone:

  • 2 canali con differenti uscite di regolazione
  • 2 ingressi analogici di regolazione
  • regolazione programmata
  • uscite con un relè integrato di commutazione e un relè SSR che può essere usato per impostare un allarme, in modo da ricevere un avviso in caso di anomalia;
  • 4 ingressi digitali e alimentazione del sensore;
  • display LCD a colori da 3.5'' , attraverso il quale è possibile visualizzare i valori nominali nel del regolatore; le impostazioni possono essere effettuate attraverso i tasti presenti sulla parte frontale;
  • funzioni integrate di auto-ottimizzazione e AUTO-PID che consentono di definire i parametri di regolazione ottimali;
  • funzione Soft-Start e una regolazione On/Off , delle quali il regolatore a 2 canali è stato dotato per evitare problemi all'inizio di un processo di regolazione, in modo da escludere repentinamente il regolatore in caso di problemi
  • integra una interfaccia RS-485 Modbus RTU per il trasferimento dei dati a un sistema di processi;
  • Installazione su pannello da 92 x 92 mm;
  • Alimentazione: 90 ... 250 V AC
  • Condizioni operative 0 ... 50 °C / max. 80% U.R.
  • Grado di protezione frontale IP65
  • Grado di protezione posteriore IP20 ( in fondo all'articolo, la vista posteriore e laterale del regolatore )
  • Dimensioni 96 x 96 x 81 mm
  • Dimensioni per installazione su pannello 92 x 92 mm
  • Peso Circa 400 g
  • Potenza assorbita : 7 VA

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Libri di Analisi Matematica 1 : Pareri e dove comprarli .

Di seguito alcuni libri utili per preparare l'esame di Analisi Matematica e , più in generale , approfondire l'Analisi Matematica . Cliccando sul link potrai trovare la recensione di altri lettori :

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Per suggerire un altro testo di Analisi Matematica 1 o lasciare una tua recensione su uno dei libri qui riportati, usa il campo commenti.
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Appunti di Analisi Matematica 1 : sommario

Appunti del corso di Analisi Matematica 1 , Facoltà di Ingegneria Elettronica

Capitolo 1 : Insiemi di numeri, teoria degli insiemi, operazioni fra insiemi : insieme vuoto, insiemi complementari, applicazioni e funzioni, insieme immagine, funzioni iniettive, suriettive, biettive, insiemi infiniti .

Capitolo 2 : Funzione identica e immersione, prodotto cartesiano e grafico di una funzione, relazioni di equivalenza e classi di equivalenza, insieme quoziente, relazione d'ordine e insiemi ordinati: massimo, minimo, estremo superiore, estremo inferiore .

Capitolo 3 : Gruppi, corpi, campi. definizione assiomatica del campo dei numeri reali, proprietà rispetto alla somma e al prodotto, proprietà rispetto all'ordinamento .

Capitolo 4 : Funzione valore assoluto, assioma di completezza, intervalli limitati, il sistema esteso dei numeri reali e gli intervalli illimitati, struttura del sistema esteso dei numeri reali, funzione parte intera, radici n-sime dei numeri reali positivi .

Capitolo 5 : Principio di induzione matematica, insiemi equipotenti, insiemi infiniti, insiemi numerabili, potenza del continuo, definizione di fattoriale e coefficiente binomiale .

Capitolo 6 : Il campo dei numeri complessi, l'unità immaginaria i, forma algebrica dei numeri complessi, modulo di un numero complesso, rappresentazione geometrica dei numeri complessi, forma trigonometrica, operazioni in forma trigonometrica, radici n-sime di numeri complessi .

Capitolo 7 : Successioni di numeri reali, definizione di una successione per induzione, successioni limitate superiormente ed inferiormente, successioni crescenti, decrescenti, monotone, successione estratta da una data, proprietà verificate definitivamente da una successione .

Capitolo 8 : Limiti di una successione reale, successioni convergenti, divergenti positivamente, divergenti negativamente, successioni regolari e non regolari, teoremi e proprietà dei limiti di successioni, raccolta di limiti notevoli .

Capitolo 9 : Teoremi sulle successioni monotone, media aritmetica e media geometrica di una successione, teoremi sulle medie geometriche e sulle medie aritmetiche .

Capitolo 10 : Criterio di convergenza di Cauchy, teorema di Bolzano-Weiestrass, assioma della completezza, massimo limite e minimo limite di una successione, relazione fra massimo limite e minimo limite .

Capitolo 11 : Funzioni reali di variabile reale, funzioni crescenti e decrescenti, funzioni superiormente ed inferiormente limitate, estremo superiore ed estremo inferiore di una funzione, massimo e minimo di una funzione, definizione di grafico di una funzione reale di variabile reale, funzioni pari e dispari, esempi di grafici .

Capitolo 12 : Limiti delle funzioni reali di variabile reale, funzione convergente, divergente positivamente e negativamente in un punto e all'infinito, teorema del collegamento, teoremai dei carabinieri, teorema della permanenza del segno, definizione di intorno .

Capitolo 13 : Limite destro e limite sinistro, criterio di convergenza di Cauchy, teoremi sulle funzioni monotone, funzioni continue, classificazione delle discontinuità, proprietà delle funzioni continue, permanenza del segno, continuità delle funzioni composte .

Capitolo 14 : Funzioni continue su un compatto, teorema di Weiestrass sull'esistenza del massimo e del minimo teorema sull'esistenza degli zeri,teorema sui valori intermedi .

Capitolo 15 : Uniforme continuità, teorema di Cantor, estensione del teorema a intervalli aperti e illimitati, asintoti obliqui e asintoti orizzontali,funzioni lipschitziane, asintoti obliqui nelle funzioni pari e dispari, funzioni inverse e loro continuità .

Capitolo 16 : Infinitesimi, infinitesimi simultanei e loro confronto, principio di sostituzione degli infinitesimi, parte principale di un infinitesimo rispetto ad uno di ordine inferiore .

Capitolo 17 : Derivate delle funzioni reali, rapporto incrementale, derivata destra e derivata sinistra, significato geometrico del rapporto incrementale e della derivata, retta limite, linearizzazione di una funzione e differenziabilità, teorema del differenziale .

Capitolo 18 : Regole di derivazione, dervata della somma, derivata del prodotto, derivata del reciproco, derivata del rapporto, derivate di funzioni composte e di funzioni inverse, derivate successive, classe delle funzioni derivabile .

Capitolo 19 : Funzione esponenziale, funzione logaritmo, funzione esponenziale di base qualsiasi, proprietà della funzione a^x, logaritmo in base a, funzione potenza ad esponente reale, funzioni iperboliche .

Capitolo 20 : Teoremi di Rolle, Teorema di Cauchy, Teorema di Lagrange, significato geometrico del teorema di Lagrange corollari del teorema di Lagrange, lipschitzianità di funzioni con derivata limitata .

Capitolo 21 : Teoremi di L'Hopital sulle forme indeterminate, riconducibilità di altre forme indeterminate al rapporto di infiniti o infinitesimi .

Capitolo 22 : Formula di Taylor per un polinomio, formula di Taylor generale, resto nella forma di Peano, resto nella forma di Lagrange, Taylor nell'origine o sviluppo di Mc Laurin .

Capitolo 23 : Crescenza e decrescenza puntuale, punti di massimo e minimo relativo e teoremi connessi, concavità e convessità in un punto, significato geometrico, concavità e convessità in un intervallo, teoremi connessi .

Capitolo 24 : Serie numeriche, serie convergenti, serie divergenti positivamente, divergenti negativamente, serie indeterminate, carattere di una serie, serie geometrica, criterio generale di convergenza, resto ennesimo .

Capitolo 25 : Serie a termini postivi, teorema sulle serie a termini positivi, criterio del confronto, serie minorante e serie maggiorante, criterio dell'ordine di infinitesimo, criterio della radice, criterio del rapporto, serie convergenti assolutamente .

Capitolo 26 : Serie a segni alternati, criterio di Leibniz sulle serie a segni alternati, proprietà associativa delle serie numeriche, riordinamento dei termini, validità della proprietà commutativa, convergenza incondizionata, sooma di serie, prodotto secondo Cauchy .

Capitolo 27 : Teoria dell'integrazione, considerazioni intuitive, partizioni, estremo superiore ed estremo inferiore della partizione, somma superiore e somma inferiore, definizione di funzione integrabile secondo Riemann .

Capitolo 28 : Criteri di integrabilità, integrabilità di funzioni continue, integrabilità secondo Riemann di funzioni monotone, integrale come limite delle somme sigma .

Capitolo 29 : Linearità dell'integrale, teorema della media integrale, additività dell'integrale, integrabilità di funzioni composte, integrabilità del prodotto di funzioni .

Capitolo 30 : L'integrale definito, additività e monotonia, la funzione integrale, teorema fondamentale del calcolo integrale, teorema sulle primitive di una funzione, formula fondamentale del calcolo integrale .

Capitolo 31 : Integrali indefiniti, integrazione indefinita per decomposizione, regola di integrazione per parti, regola di integrazione per sostituzione, integrali di funzioni razionali fratte, metodo dei residui, tavola degli integrali elementari .

Capitolo 32 : Integrali impropri, criterio di Cauchy per la funzione integrale, criterio del confronto, integrale improprio assolutamente convergente, criterio di convergenza assoluta, studio dell'esistenza dell'integrale improprio .

Capitolo 33 : Integrale improprio esteso ad intervalli aperti, integrale improprio esteso ad intervalli illimitati, criterio di Cauchy e del confronto asintotico, studio delle funzioni integrali .

Capitolo 34 : Successioni di funzioni, successioni convergenti puntualmente, successione uniformemente convergente, criterio di convergenza uniforme di Cauchy, conseguenze della uniforme convergenza: passaggio al limite sotto il segno di derivata e sotto il segno di integrale .

Capitolo 35 : Serie di funzioni, serie convergente puntualmente ed uniformemente, resto ennesimo di una serie, criterio di Cauchy per la convergenza uniforme, passaggio al limite sotto il segno di derivata e di integrale .

Capitolo 36 : Serie di Taylor per funzioni indefinitamente derivabili, criterio del termine complementare, condizione sufficiente alla sviluppabilità .

Capitolo 37 : Serie di potenze, raggio di convergenza, intervallo di convergenza, criteri di convergenza per serie di potenze: criterio del rapporto, criterio della radice, teorema di Abel

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Appunti di Elettronica 1 : Sommario

Appunti del corso di Elettronica 1 , Facoltà di Ingegneria Elettronica :

 

1. Gli amplificatori: amplificatore di tensione, amplificatore di corrente, amplificatore di transresistenza, amplificatore di transconduttanza, amplificatori operazionali ideali, configurazione invertente e corto-circuito virtuale, derivatore, integratore, sommatore pesato, configurazione non invertente, amplificatore differenziale

2. Amplificatore operazionale reale, andamento di Av con la frequenza, struttura interna di un o.a. common mode reiection ratio CMRR, resistenze di ingresso e di uscita, tensione di offset e corrente di offset in ingresso

3. Il diodo, modelli del diodo, raddrizzatore ad una semionda, superdiodo, versione alternativa, misura di tensioni sinusoidali, raddrizzatore a doppia semionda, rivelatore di picco

4. BJT: modello statico di Ebers-Moll, regime normale diretto, saturazione, regime inverso, cut-off, caratteristiche grafiche, modelli equivalenti per piccoli segnali, bjt come amplificatore: emettitore comune, collettore comune, base comune

5. Polarizzazione dei bjt discreti, singola alimentazione, doppia alimentazione, significato grafico del punto di lavoro, polarizzazione nei circuiti integrati, specchio di corrente e generatori di corrente

6. Metal-oxide-silicon-field-effect-transistor, MOSFET: equazioni e modelli, polarizzazione dei FET e amplificatori monostadio: source comune, gate comune e drain comune

7. Amplificatori differenziali, coppia differenziale a bjt, analisi quantitativa per grandi segnali, comportamento lineare per piccoli segnali, resistenza di ingresso differenziale e guadagno differenziale, guadagno di modo comune ed effetti delle asimmetrie, amplificatore differenziale a carico attivo e a MOSFET

8. Amplificatori multistadio e controreazione, vantaggi della controreazione: stabilizzazione, aumento della banda, riduzione del rumore, aumento del range di linearità, retroazione serie-parallelo, retroazione serie-serie, retroazione parallelo-serie, retroazione parallelo-parallelo, calcolo del guadagno d'anello

9. Stadi di uscita negli amplificatori di potenza, stadio di uscita in classe A, in classe B, distorsione di crossover, amplificatori in classe AB, polarizzazione con diodi, circuito moltiplicatore della Vbe, dissipazione del calore nei bjt di potenza

10. Analisi in frequenza, risposta di un amplificatore, analisi in bassa frequenza, analisi in alta frequenza, metodo delle costanti di tempo

11. Comportamento in frequenza del source-comune, modello del bjt alle alte frequenze, analisi in frequenza dell'emettitore comune, analisi in frequenza del base comune, configurazione cascode, risposta del collettore comune, cascata di un collettore comune e di un emettitore comune, risposta del differenziale

12. Stabilità e criterio di Nyquist, effetto della controreazione sui poli di un amplificatore, compensazione in frequenza

13. Oscillatore armonico smorzato, oscillatore armonico smorzato con elemento attivo, oscillatori quasi-sinusoidali con schema a controreazione e metodo della funzione descrittiva, esempi di funzioni descrittive

14. Oscillatore a ponte di Wien, oscillatore a sfasamento, oscillatori sinusoidali con generatori di corrente: oscillatori di colpitts, oscillatori di rilassamento, classificazione dei Sistemi del I ordine

15. Multivibratore astabile con resistore anomalo, resistori S a componenti discreti, comparatori di tensione, multivibratore monostabile ed astabile con timer 555, trigger di Schmidt, multivibratore astabile con Trigger di Schmidt

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